Maltempo: caos a Roma. Deraglia un treno a Viterbo. Allarme piena Arno anche a Firenze e Prato

Tevere minaccia argini a Torrita Tiberina (Lazio)
Tevere minaccia argini a Torrita Tiberina (Lazio)

La situazione è sempre più allarmante, mentre si attende in giornata l’arrivo della piena del Fiume Tevere, è già esondato il fiume Aniene nella zona di Roma Nord dove a Labaro e Prima Porta numerose case sono rimaste isolate con abitanti saliti sui tetti delle loro abitazioni.

SITUAZIONE– Nel Lazio il fiume Tevere è già esondato nella zona di Roma nord: a Ponzano Romano i campi sono allagati e nella zona della riserva naturale Tevere Farfa a Torrita Tiberina i vigili del fuoco sono sul posto per monitorare la situazione. Mancano pochi centimetri dall’esondazione degli argini e si teme per la ferrovia Fiumicino-Orte.
A Ponzano, è a rischio anche un maneggio a Ponte Vecchio situato sugli argini del fiume. Sul posto sono giunti dei volontari per aiutare il proprietario, Manlio Fani, noto per effettuare ancora la Transumanza, a spostare il branco dei suoi cavalli maremmani.

Scene apocalittiche anche a Fiano Romano dove è stata bloccata la bretella autostradale dall’allacciamento con l’A1 al Grande Raccordo Anulare di Roma, a causa dell’esondazione di un corso d’acqua all’altezza del km 6, tra gli svincoli di Fiano Romano e Castelnuovo di Porto. Sono stati chiusi anche gli svincoli di Fiano Romano, Castelnuovo di Porto e Settebagni.
Disagi, code chilometriche ma si registrano anche le prime vittime del maltempo: infatti, un pedone è stato travolto e ucciso da un’auto in via Appia, a Roma.
Inanto l’unità di crisi è stata attivata nella capitale dove anche in pieno centro si sono registrati allagamenti stradali e una collina è franata su alcune baracche in via Umberto Moricca, a Baldo degli Ubaldi. Due persone sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco sul barcone Tiber sul Tevere in balia della piena.
In via del Foro Italico, a 300 metri da corso Francia è crollato parte di un muro.
Il traffico è in tilt e il comune di Roma ha invitato i cittadini a non prendere le automobili.
Traffico bloccato tra via del Foro Italico e la tangenziale est da stazione Tiburtina, direzione Stadio Olimpico.
Si registrano disagi anche in via Trionfale dove si è verificata una frana fangosa.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino si recherà a breve nel quartiere Prima Porta per monitorare gli interventi della Protezione Civile. E’ quanto rende noto in una nota il Campidoglio.

Nel primo pomeriggio è anche deragliato un treno a causa di un smottamento di una decina di metri provocato dal maltempo, in provincia di Viterbo: nell’incidente, avvenuto tra le stazioni di Tre Croci e Tobia, della linea locale per Roma, sono usciti fuori dai binari, tre vagoni e fortunatamente non si sono registrati feriti. Soltanto una persona sarebbe stata colta da un malore. Sul posto stanno intervenendo i vigili del fuoco e i sanitari del 118.

La linea ferroviaria è ora interrota, come anche quella tra Termini e Fiumicino.

In Toscana dopo il crollo di un muro antico a Volterra e lo sgombero di 11 abitazioni, a Pisa restano chiuse le scuole e le principali strade di accesso alla città. Anche a Peccioli si sono registrare frane a causa del maltempo.
L’allarme piena si è spostata anche a Firenze e Prato, dove sono esondati alcuni torrenti. Interrotta la circolazione ferroviaria tra Livorno e Pisa, con servizi di autobus sostitutivi.
Tra le zone più colpite anche la Maremma.
A Pisa, l’ondata di piena dell’Arno sta tenendo in apprensione la città e lo stato di massima allerta proseguirà anche nelle prossime ore. Tuttavia si apprende che essendo migliorate le condizioni meteo, il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, ha dichiarato cessato lo stato di emergenza per il livello raggiunto dall’Arno in città. Alle ore 13,30 il prefetto ha anche dichiarato la fine dello stato di allarme che aveva comportato la chiusura degli uffici pubblici, delle scuole e dell’università e il blocco della mobilità in città.
Tuttavia resta lo stato di attenzione con il monitoraggio dell’Arno.

Ma anche al Nord la situazione peggiora d’ora in ora: il Vajont è rimasto isolato da una slavina di grandi dimensioni che si è staccata lungo la strada di accesso alla frazione di Casso, in comune di Erto, località già nota per la tragica frana del Vajont di 51 anni fa.
Sul posto stanno operando i tecnici del Comune e della Protezione civile ma difficilmente si potrà aprire un varco prima di 24-48 ore. In paese risiedono una quindicina di persone, per la maggior parte anziani, che sono tutte state contattate telefonicamente e stanno bene.

Nel Trentino invece è stata lanciata l’allarme valanghe di 4 grado, uno dei più elevati. Ma per domani, secondo il bollettino diramato questa mattina da Meteotrentino si prevede una aumento del pericolo fino al massimo grado 5. Nella giornata si sono segnalati distacchi spontanei di medie e singole grandi valanghe.

A Venezia, l’acqua ha raggiunto una punta di 125 centimetri sul medio mare la massima di marea a Venezia, con il fenomeno dell’acqua alta che ha interessato oltre il 30% del suolo cittadino provocando disagi alla circolazione pedonale e nei negozi.
Nel Friuli Venezia Giulia molte strade sono state chiuse a causa di allagamenti dovuto allo straripamento di fiumi: colpita la provincia di Pordenone dove i Vigili del fuoco e la Protezione civile stanno lavorando dalla notte scorsa.

GLI ESPERTI– Quello che si è abbattuto su Roma equivale ad una vera e propria bomba d’acqua: è quanto raccona all’Adnkronos, il ricercatore dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr Massimiliano Pasqui: “La perturbazione nel momento in cui si stava spostando su Roma si è trovata sul percorso di un sistema convettivo autorigenerante, ovvero un sistema temporalesco più intenso che si autorigenera per molte ore dando vita a precipitazioni intense e di una durata maggiore. Questo ha causato alluvioni lampo, intense, durate diverse ore. Inoltre i volumi d’acqua, circa 90/130 mm, sono stati concentrati in un arco temporale limitato – 12 ore -, ed hanno colpito in particolare la zona nord-ovest di Roma, e le aree della Cassia e dalla Valle Tiberina”, spiega Pasqui
“Questo fenomeno è anomalo in questa stagione – aggiunge Pasqui – perchè è tipico del periodo autunnale, settembre-novembre. Ma questo gennaio, dal punto di vista climatico, si sta rivelando anomalo. Ci ha regalato temperature elevate e precipitazioni abbondanti”.

“La cosa più disarmante è l’aggettivo solito. Evidentemente le cose che diciamo in continuazione e sottolineiamo sull’esigenza di mettere in sicurezza questo Paese non trovano accoglienza”, ha detto il prefetto e capo della protezione civile, Franco Gabrielli, che ome riporta l’Ansa è intervenuto a Padova ad un convegno su “Il nuovo meccanismo della protezione civile europea”: “La mancanza di sensibilità su questi temi è purtroppo culturale, riguarda sia i cittadini che le istituzioni. Sono temi di norma vissuti solo in coincidenza con l’urgenza dell’evento negativo verificato. Ma facendo così appena finito il momento di criticità si passa ad altro. Se mi capita di andare in città che vanno sotto acqua e 50 chilometri di fiumi sono stati tombinati o sono stati fatti 20 condoni, il problema di chi è? Del cambio climatico o di chi non ha governato?”.
“Purtroppo negli ultimi anni- prosegue Gabrielli- la frequenza di questi episodi si sta elevando in maniera parossistica è arrivato il momento di trattare di queste cose. Noi interveniamo quando il danno è già fatto. Stringiamoci a corte, il momento è difficile, se non realizziamo qualcosa nei temi importanti per la nostra sopravvivenza, se non c’è una convergenza di buone pratiche l’Italia è destinata ad un futuro veramente complicato”.

Redazione

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