Il Monte Civetta, uno dei più importanti del Cadore (foto pubblico dominio)

Il Monte Civetta, uno dei più importanti del Cadore (foto pubblico dominio)

La neve che è caduta in maniera copiosa da ieri nella regione del Cadore, sulle Dolomiti, al confine tra Friuli, Trentino e Austria, ha messo in ginocchio l’intera zona con danni rilevanti; in particolare, su tutta la parte alta della provincia di Belluno, dove si trova gran parte della regione montuosa, sarebbero già 30mila le persone senza luce. Inoltre, sin da ieri sono rimaste chiuse in molti comuni del Comelico, dell’Agordino e della valle di Zoldo.

Situazione gravissima anche per la circolazione dei mezzi: la chiusura di alcune strade provinciali ha di fatto isolato Zoppè di Cadore; chiuse inolter diverse altre arterie stradali che collegano i paesi della zona, con gravissime conseguenze per gli abitanti. In particolare, una grossa frana si segnala in località Soffranco. Grave anche la situazione del traffico ferroviario: fra Ponte nelle Alpi e Calalzo i binari sono chiusi a causa della caduta di alcuni alberi e, secondo quanto riporta in un comunicato Rfi, la tratta non riaprirà prima di domani.

Duro il commento del governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha definito la situazione “un’altra pagina squallida e una situazione non degna di un Paese civile”. Secondo il leader leghista, “a tre giorni avevamo mandato comunicati stampa, lettere e avvisi che annunciavano due-tre metri di neve, cosa che puntualmente si è verificata. Siamo di fronte ad un evento calamitoso da allarme rosso, una situazione quasi fotocopia di quella di Natale, anche se Cortina si è salvata perchè ha i generatori”.

Secondo quanto si apprende, molto lentamente si sta provando ad uscire dallo stato di emergenza, anche se la situazione sembra lontana dal trovare una soluzione. Intanto, la neve ha raggiunto oltre il metro di neve in un po’ tutto il bellunese, da Agordino alla valle di Zoldo.

Redazione online