Amanda Knox e Raffaele Sollecito (Getty Images)

Amanda Knox e Raffaele Sollecito (Getty Images)

 

Raffaele Sollecito, dopo la condanna a 25 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher, è stato raggiunto nella notte dagli agenti di polizia della questura di Firenze, in collaborazione con i colleghi di Udine: il giovane si trovava infatti in un albergo tra Udine e Tarvisio, nei pressi dei confini con Austria e Slovenia, insieme alla fidanzata. Per timore che potesse fuggire, al giovane è stato imposto il divieto di espatrio, il sequestro del passaporto, quindi è stato portato poi in Questura ad Udine.

Queste le parole usate dai giudici per motivare la decisione di impedire a Sollecito di recarsi all’estero: ” Il cittadino italiano con passaporto italiano, pur dimostrando la partecipazione al giudizio ha evidenziato la disponibilità di supporti logistici in Paesi con i quali lo Stato italiano non è legato da accordi di assistenza giudiziaria e pertanto consiste il concreto pericolo che l’imputato possa sottrarsi alla giurisdizione italiana”.

Sollecito, tuttavia, attraverso Luca Maori, uno dei suoi difensori, ha tenuto a far sapere: “Non ho mai pensato di fuggire, né prima, né tantomeno ora”. Secondo il suo legale, l’assistito si trovava in quell’albergo perché “stressato dalle vicende processuali. Il nostro assistito – ha ribadito il legale – non ha mai pensato alla fuga e ha consegnato spontaneamente il passaporto. Ora è in attesa che vengano apposti alcuni timbri e completate le pratiche burocratiche”.

Amanda Knox è stata invece condannata a 28 anni e 6 mesi di reclusione e, dal momento che la ragazza non ha partecipato al processo e si trova a casa propria a Seattle, per lei verrà sicuramente richiesta l’estradizione. Sulla possibilità l’estradizione venga concessa dagli Stati Uniti si sono espressi diversi esperti di diritto americani, tra cui Alan Dershowitz, professore di diritto ad Harvard: “Se la decisione sarà confermata, sarà difficile che non venga estradata in Italia. Il sistema giudiziario italiano, anche se non lo amo molto, è un sistema legittimo. Noi abbiamo un trattato (di estradizione, ndr) con l’Italia e non vedo come ci si possa sottrarre. D’altronde gli Stati Uniti sono il paese che estrada di più nel mondo, stiamo cercando di riportare Snowden (l’ex dipendente della Nsa che ha fatto esplodere il caso Datagate e che si trova ora in Russia, ndr) negli Usa. Come possiamo chiedere Snowden e rifiutarci di consegnare qualcuno condannato per omicidio?”, ha concluso.

Negli Usa spetta al dipartimento di Stato dare l’ultima parola su eventuali richieste di estradizione: è quest’organo che deve chiedere al ministero della Giustizia di procedere all’arresto della ragazza e avviare le procedure per il suo espatrio.

Anche Julian Ku, esperto di diritto internazionale alla Hofstra University, non è fiducioso sul fatto che Amanda Knox possa rimanere in patria: “Il dipartimento di Stato può dire che il processo non si è basato su solidi criteri di giustizia ma dovrebbe avere degli elementi davvero forti per bloccare un’estradizione”, ha insistito Ku, sottolineando di “non avere mai avuto l’impressione che il processo fosse ingiusto”.

Nei giorni scorsi, Amanda aveva rilasciato un’intervista al “Guardian”, nella quale dichaiarava: “Non voglio assolutamente tornare indietro in Italia per mia volontà, combatterò per provare la mia innocenza. Mi dovranno prendere e trascinare mentre scalcio e urlo in prigione, dove non merito di stare”. La giovane aveva anche smentito definitivamente il gossip secondo cui Sollecito le avrebbe chiesto di sposarlo per ottenere la cittadinanza americana e sfuggire così al carcere in Italia: sebbene i due fossero stati in contatto in queste ultime settimane, Amanda aveva dichiarato che la notizia non era vera e non capendo quale fosse la fonte.

Oggi, sono arrivate le dichiarazioni di Amanda successive alla lettura della sentenza di ieri. “E’ stato come essere travolta da un treno, non potevo credere a quello che stava succedendo… ora aspetto le motivazioni, ma è stata una cosa orribile”, ha detto la giovane in lacrime questa mattina al programma tv della Abc “Good Morning America”, nella sua prima intervista dopo la nuova condanna. “La mia condanna è sbagliata e farò di tutto per provarlo”, ha dichiarato Amanda sotto choc. Quindi ha aggiunto di non essere pronta per l’estradizione e di pensare in primo luogo al nuovo ricorso in Corte di Cassazione. “Vogliamo capire le motivazioni” della sentenza, ha spiegato, “non so neanche quali possano essere”. “Non mi aspettavo davvero che potesse succedere, mi aspettavo di meglio dal sistema giudiziario italiano – ha continuato Amanda – . Prima mi hanno trovato innocente, come possono dire che sono colpevole oltre ogni ragionevole dubbio?”.

Redazione