Scarantino, falso pentito ospite di Servizio Pubblico, arrestato per reati sessuali

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Vincenzo Scarantino è stato arrestato ieri sera dopo aver partecipato a “Servizio Pubblico” su La7. Poco prima, l’uomo, con il volto coperto da una maschera, stava spiegando la sua vicenda a Michele Santoro, al quale ha raccontato di essere succube di una persona che “architetta il depistaggio”, senza tuttavia fare alcun nome: Scarantino è stato infatti arrestato nel 1992 in seguito alla strage di via d’Amelio (nella quale restò ucciso Paolo Borsellino), quando la sua carriera nella criminalità organizzata era appena iniziata . Dopo un periodo di carcere duro a Pianosa, il giovane decise di collaborare e spiegare nei dettagli i motivi e le modalità dell’attentato dinamitardo, salvo poi trovarsi a ritrattare tutta la confessione sostenendo di essere stato torturato e costretto, da poliziotti e magistrati, a dire cose che non aveva mai visto,sentito e compiuto.

Questa versione perdura, anche terminata la condanna a 18 anni per la strage, ma l’arresto di ieri sera non ha nulla a che fare con calunnie o false testimonianze: il motivo dell’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti sarebbe un abuso sessuale commesso dall’uomo nei confronti di una paziente disabile di una struttura di assistenza nel torinese. Scarantino sarebbe riuscito a lavorarci per un solo giorno sostituendosi con un falso nome ad un amico educatore.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, sono cominciate dopo la querela dei genitori della vittima degli abusi: dopo aver sentito alcuni collaboratori della struttura di assistenza, gli investigatori sono riusciti a risalire a Scarantino. Il procuratore aggiunto Annamaria Loreto ha spiegato a “Il fatto quotidiano.it”, in merito alle tempistiche dell’operazione, che l’arresto è avvenuto dopo la trasmissione perché l’uomo risultava irreperibile da due mesi, avendo fornito come residenza un albergo sfitto.

 

Redazione