Casini, addio al terzo polo: “Meglio l’Italicum che continuare così”

Pier Ferdinando Casini (LUIS ACOSTA/AFP/Getty Images)
Pier Ferdinando Casini (LUIS ACOSTA/AFP/Getty Images)

In un’intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini spiega le linee politiche del suo partito e i motivi che lo spingo ad abbandonare “il sogno del terzo” polo, ormai incarnato dal Movimento 5 Stelle.

“A noi moderati spetta il compito di lavorare sullo schema del Ppe”, afferma Casini sottolineando di mettersi al fianco di Nuovo Centro Destra e Forza Italia.

“Io per costruire il centro ho rischiato, ho rotto con Berlusconi e sono passato all’opposizione. Poi ho combattuto accanto a Monti, mettendoci la faccia da solo, mentre Berlusconi e Bersani, che pure governavano con noi, si sono defilati. Ma la sera delle elezioni ci siamo accorti che il nostro terzo polo era evaporato. Anzi, l’aveva fatto Beppe Grillo”, ammette il ledear dell’Udc sottolineando che “zveva senso pensare a un terzo polo di centro, e dunque dare battaglia contro uno sbarramento così drastico, quando ancora si poteva immaginare uno schema tedesco, con socialisti, democristiani e liberali”.

“Oggi – prosegue il leader Udc- tuttavia la partita che stiamo giocando è un’altra, quella contro un populismo anti-europeo e anti-istituzionale, che mette a soqquadro il Parlamento e attacca in maniera dissennata il capo dello Stato”.

Insomma, per Casini è giutno il momento per “le forze responsabili di centrodestra e centrosinistra di serrare le file”.

“Non servono a niente le battaglie di retroguardia. Al punto in cui siamo l’unico antidoto allo sfascismo è l’accordo fra Renzi e Berlusconi per fare la riforma elettorale, quella del Senato e del Titolo V”, aggiunge Casini che poi conferma che voterà “un emendamento sulle preferenze, penso che ci sia ancora spazio per migliorare la legge elettorale, ma vada come vada: meglio l’Italicum che continuare così”.

“Può sembrare uno smargiassone e io stesso non gli ho risparmiato critiche, ma non voglio mettergli i bastoni tra le ruote” aggiunge Casini riferendosi a Renzi.

Casini immagina la costruzione del Ppe italiano con Angelino Alfano tuttavia non esclude anche un riavvicinamento a Forza Italia: “Da Toti a Fitto, insieme a slogan del passato, ho sentito anche cose sensate”.
In merito a Berlusconi, come riporta l’Ansa, Casini sottolinea però che “le divaricazioni drammatiche che ci sono state non possono essere ricomposte con una battuta ma con un dibattito politico serio”.

Redazione