Maltempo colpisce la Calabria. Lazio esce lentamente fuori dall’emergenza

Siderno (Reggio Calabria) fonte: youreporter.it
Siderno (Reggio Calabria)
fonte: youreporter.it

L’ondata maltempo che ha messo in ginocchio diverse zone dell’Italia prosegue senza sosta e da nord a sud sono ancora molte le regioni che devo fronteggiare numerosi disagi e disastri provocati dalla neve e dalle precipitazioni intense.
La criticità si è spostata in Calabria, Friuli Venezia Giulia e in Sicilia dove, in provincia di Siracusa, a Noto, si sono registrate 3 vittime per un torrente in piena.
Nel Lazio anche se la pioggia ha dato un po’ di tregua questa mattina, permane l’emergenza sopratutto nella zona di Roma Nord, con allagamenti nell’area tra Capena e Fiano Romano e Fiumicino sul litorale.

La Protezione civile ha decretato per oggi “criticità rossa” per il Friuli, le pianure dell’Emilia e il Veneto centrale.
Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile del Veneto ha dichiarato lo stato di allarme per Rischio Idraulico su Po, Fissero – Tartaro – Canalbianco e Basso Adige, Basso Brenta, Bacchiglione, Livenza, Lemene e Tagliamento e lo stato di preallarme Alto Brenta-Bacchiglione, Adige -Garda e Monti Lessini, Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna; lo stato di attenzione su Alto Piave. È inoltre stato di preallarme in tutta il territorio regionale per Rischio Idrogeologico.
La Regione Lazio ha invece emesso un’allerta per criticità idrogeologica nella regione in un avviso per le prossime 36 ore considerate “la situazione meteo e lo stato di saturazione del suolo”.
L’allerta come riporta l’Ansa, riguarda in particolare il bacino medio del Tevere, Roma compresa, l’Aniene e il Liri.

NORD
FRIULI VENEZIA GIULIA

Continua a piovere in Friuli e nevica ad alta quota.
La protezione civile ha reso noto di tenere sotto controllo i corsi d’acqua più a rischio come Isonzo e Tagliamento, che fortunatamente sono rimasti sotto i livelli di guardia ma anche quelli minori.
Nei comuni della Carnia è ancora in corso il black out di energia elettrica dove l’Enel è al lavoro per ripristinare la fornitura.
A Sella Nevea, sul monte Canin, nel comune di Chiusaforte, in provincia di Udine, a 1.837 metri di altitudine sul livello del mare, continua a nevicare e questa mattina si erano misurati ben 551cm di neve.

VENETO
Sotto osservazione anche i fiumi nel Veneto come il Bacchiglione a Vicenza e Padova, l’Adige nel Veronese, il Brenta.
A Pordenone si è temuto questa mattina per un volontario della sezione Protezione civile degli Alpini di Brugnera, Franco Zanette, di 70 anni, che ha rischiato di annegare percorrendo una strada di Tamai a bordo della propria Panda 4×4, rimasto intrappolato dall’acqua. Grazie ad alcuni passanti che hanno chiamato il 115.
Zanette privo di conoscenza è stato recuperato dai vigili del fuoco a nuoto. Ma, come riporta l’Ansa, le sue condizioni sono disperate.

Ma nell’area è sopratutto la neve ad aver provocato maggiori danni. Infatti Cortina e San Vito di Cadore sono ancora bloccate dalla neve:
A Zoppé invece una valanga ha bloccato la strada provinciale, dove sono intervenuti i volontari della Protezione Civile e i mezzi del Comune.
Buone notizie per il cerbiatto che ieri era stato ripreso da tutti i media, mentre sulla statale 51 era rimasto bloccato nella neve tra i comuni di Vodo di Cadore e Borca di Cadore: infatti, l’animale è stato salvato dalla polizia provinciale.
Nei comuni di Venas di Cadore, Vodo Cadore, San Vito, Cencenighe Agordino e a Santo Stefano sono interventi anche gli alpini della brigata alpina Julia del 7 reggimento mentre è rientrato il blackout causato dalla neve grazie all’intervento di Enel.

In tutto si contano 2 metri di Neve a Cortina, oltre tre metri a Col dei Baldi, e un record di precipitazioni nevose a Misurina.

Permane l’allarme tra Cadore, Ampezzano, Val di Zoldo, Comelico e Agordino Rimangono dove si prevede ancora precipitazioni nevose e restano chiusi i principali passi dolomitici, per motivi di sicurezza: infatti, il rischio di valanghe è al grado 5, il più alto della scala europea.

CENTRO
LAZIO
A Roma ieri, il prefetto ha inviato l’esercito a Fiumicino e sul litorale oggi sono rimaste chiuse le scuole ad Ostia.
Secondo le previsioni il maltempo dovrebbe durare ancora per una settimana ma al momento sembra che la criticità più pericolosa sia rientratata.
“Il Prefetto di Roma ha appena concluso un punto situazione analizzando le criticità ancora in corso a causa degli allagamenti. Si è stabilito di mantenere in atto i dispositivi operanti sul territorio. Un costante monitoraggio consentirà di seguire la situazione fino a tutto mercoledì prossimo”, comunica in una nota, la prefettura di Roma.

Tevere e Aniene continuano ad essere monitorati e secondo i dati del Centro Funzionale Regionale (Cfr) i livelli idrometrici dei due fiumi risultano in diminuzione. Dati confermati anche dalla Protezione Civile di Roma Capitale che segnalava che alle ore 10,30 il Tevere alla stazione Ripetta, misurava 11,53 metri. Alla stessa ora il livello dell’Aniene, a Ponte Salario, era di 7.86 metri”.
Ovvimamente, restano chiusi gli accessi alle banchine mentre si consgilia di contattare sia la Sala Operativa della Polizia Locale che l’Agenzia della Mobilità per i trasporti pubblici al fine di verificare la viabilità stradale.
Infatti, lungo la bretella dell’A1 sulla provincia della Tiberina, l’esondazione di un canale ha provocato allagamenti in alcuni importanti centri commerciali come l’Arca a Capena.
Per oggi è attesa una riunione straordinaria con il Sindaco di Roma Ignazio Marino per verificare la rete fognaria della capitale e Provincia.

La situazione a Roma sta lentamente migliorando grazie alla tregua concessa dalla pioggia e al lavoro dei Vigili del fuoco. ma l’emergenza non è finita. A quanto si apprende dalla direzione regionale dei Vigili del fuoco del Lazio, sono più di 40 le normali squadre attive sul territorio con il supporto di seguenti nuclei e mezzi speciali ovvero: cinque mezzi anfibi, quattro nuclei gos, due nuclei sommozzatori, tre sezioni operative versione alluvione, due nuclei Saf 2B e un nucleo regionale Saf 2A.

A Fiumicino sono state sfollate circa 120 famiglie mentre le scuole restano chiuse. Preoccupazione per alcune migliaia di abitanti di buona parte dell’Isola Sacra, messa in ginocchio da quattro giorni di allagamenti. Dalle 19 di ieri sono comunque entrate in azione, e lo sono ancora, le autopompe dell’esercito, arrivate su decisione del prefetto dopo la richiesta del sindaco, e che si sono aggiunte a quelle già operative sul territorio, per rafforzare il sistema di pompaggio sui canali di bonifica, l’elemento che desta la maggiore preoccupazione. I militari le hanno dapprima posizionate all’impianto delle pompe idrovore del Consorzio Tevere e Agro Romano, proprio a ridosso dei canali, e poi sul quadrilatero dell’Isola Sacra tra via Costalunga, via Castagnevizza, via Trincea delle Frasche e via Passo Buole. Oggi le scuole sono chiuse in tutto il comune.

Disagi anche in Ciociaria, in Provincia di Frosinone dove il fiume Liri a Isola del Liri, ha raggiunto il livello d’allerta ed è straripato in più punti tra Ceprano, Isola del Liri e Sora, allagando i campi circostanti.

SUD
CALABRIA

In Calabria sono incominciate dalle prime ore del mattino a Catanzaro le operazioni di pulizia del lungomare e gli interventi di ripristino di tutti i luoghi danneggiati dal maltempo. Continua a piovere in Calabria, dove l’ondata di maltempo sta provoca frane e smottamenti da venerdì. Sono centinaia gli interventi attuati dai vigili del fuoco dei cinque comandi provinciali, con situazioni più critiche nelle province di Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Sono monitorati continuamente i centri di Conflenti (Cz) dove ha ceduto un muro di contenimento di un’area abitata; Arena (Vv) dove una frana interessa la strada di accesso al paese ed alcune abitazioni; Natile di Careri e altri centri del Reggino interessati da frane con decine di famiglie isolate; Cerenzia (Kr) dove alcune famiglie sono state sgomberate per un fronte di frana.

SICILIA
Dopo la morte di tre persone, tra le quali una bambina di 7 anni, a Noto, nella provincia di Siracusa, in Sicilia sono stati proclamati tre giorni di lutto.
Mentre a Palermo si è registrato la frana di un grosso masso che si è staccato da Monte Grifone, nella zona di Belmonte Chiavelli, ed è finito contro un’officina meccanica sfondando una parete.
La situazione resta critica nel palermitano: infatti, stando a quanto riporta Adnkronos, a Cefalù a causa di una frana alcune famiglie sono rimaste isolate per diverse ore, mentre uno smottamento ha interessato la strada provinciale 52 per il santuario di Gibilmanna.
Intanto è esondato il torrente Ciachea, nella zona tra Torretta e Capaci, invadendo magazzini e strade.

Redazione