Ue, Tajani annuncia la procedura d’infrazione per ritardi nei pagamenti della PA italiana

Antonio Tajani , vicepresidente Commissione Europea (Getty Images)
Antonio Tajani , vicepresidente Commissione Europea (Getty Images)

Come già annunciato nei giorni scorsi dal vicepresidente della Commissione europea con delega all’Industria e all’Imprenditoria, l’italiano Antonio Tajani, la Commissione Ue ha aperto oggi la procedura d’infrazione a carico dell’Italia per il ritardo nei pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese.

La procedura parte questo pomeriggio, lo ha detto oggi Tajani durante una conferenza stampa nella sede della Commissione europea a Roma. “Purtroppo – ha detto Tajani – dopo i dati di Confartigianato nei giorni scorsi, e i dati forniti oggi dall’Ance (Associazione nazionale costruttori edili, ndr), sono costretto ad avviare la procedura contro l’Italia per violazione della direttiva Ue, dell’applicazione delle norme europee sui ritardi dei pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese, in base agli articoli 4 e 7 della direttiva europea”. “Non ho una visione punitiva dell’Italia – ha tenuto a precisare il vicepresidente della Commissione europea – ho aspettato un anno prima di procedere, ma ho il dovere di fare rispettare le norme Ue”, ha ricordato.

Tajani ha spiegato che “l’articolo 4” della direttiva europea “indica i termini di 30-60 giorni per il pagamento” dei debiti della pubblica amministrazione. Quindi ha annunciato: “Oggi stesso la mia direzione generale invierà la prima eu/pilot, la lettera per avviare le pratiche, poi si passerà alla messa in mora”. Il vicepresidente della Commissione con delega all’Industria ha spiegato che la sua azione si basa sui “dati di ben tre rapporti indipendenti“: Ance, Confartigianato e Assobiomedica. “Questi rapporti parlano di una realtà diffusa di ritardo”, ha aggiunto, “ho dovuto guardare la realtà”.

La procedura di infrazione a carico del nostro Paese sarà “accelerata”, questo vuol dire che “l’Italia dovrà rispondere in 5 settimane, e non in 10, alle contestazioni”, come ha precisato Tajani.

Redazione