Cresce il dissenso nel M5S, una deputata annuncia: “Alle Europee non li voto”

Il logo del M5S (Getty Images)
Il logo del M5S (Getty Images)

Si sfalda l’unità all’interno del Movimento 5 Stelle, dopo quanto avvenuto nei giorni scorsi con la bagarre in Aula a Montecitorio nel corso della discussione sul cosiddetto decreto Imu-Bankitalia. Ieri, era arrivata la presa di posizione netta da parte di quattro senatori del Movimento, Lorenzo Battista, Laura Bignami, Monica Casaletto e Luis Alberto Orellana, che prendevano le distanze sia da quanto avvenuto alla Camera, sia dalle affermazioni fatte da diversi esponenti e dai responsabili della comunicazione del M5S, spiegando: “Il confronto con l’avversario e il rispetto per le istituzioni devono essere valori imprescindibili della vita politica. Stigmatizziamo con fermezza ogni forma di violenza e di aggressione sia verbale che fisica”.

A inasprire le polemiche un tweet di Claudio Messora, responsabile Cinque Stelle della Comunicazione al Senato: “Cara Laura, volevo tranquillizzarti. Anche se noi del blog di grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non correresti alcun pericolo”. Secondo la deputata Manuela Corda, “chi cura la comunicazione politica di un gruppo parlamentare e viene pagato per questo, non può arrogarsi il diritto di esprimere valutazioni personali pubbliche di bassissima lega con un tweet. Specialmente quando tali valutazioni hanno risvolti politici nefasti per l’immagine del gruppo stesso”. Stesse prese di posizione critiche contro Messora da parte delle senatrici Elena Fattori ed Elisa Bulgarelli: “Con i suoi post, condiziona il gruppo”

Sdegno contro Messora anche da parte del senatore Ivan Catalano, già in passato molto polemico all’interno del Movimento, che ha inoltre aperto un altro fronte di polemica, postando su Facebook: “La rivalità della solidarietà, ottimo trucco Beppe. I consulenti di PNL stanno facendo un ottimo lavoro. Far dipendere la politica dalla comunicazione e dal marketing, la svuota dai contenuti. Direi che in meno di 10 mesi ci siamo adeguati alla comunicazione peggiore che potevamo fare. l’uso della rete come grande strumento infamatore di massa è la nuova frontiera. La rete dovevamo usarla per fare partecipare le persone alla politica, tramite strumenti di democrazia diretta. Casaleggio per quanto mi riguarda riprenditi il consulenti che ci hai mandato”.

La PNL, come spiegato dallo stesso senatore, è la programmazione neurolinguistica, definita dall’Oxford English Dictionary come “un sistema di terapia alternativa basato su questo che cerca di istruire le persone all’autoconsapevolezza e alla comunicazione efficace, e a cambiare i propri schemi di comportamento mentale ed emozionale”. La posizione più critica nei confronti di questa disciplina pseudo scientifica la definisce come una forma di moderna ipnosi o addirittura come un vero e proprio lavaggio del cervello.

Ma in queste ore, a tenere banco, è soprattutto un’intervista della deputata Gessica Rostellato al quotidiano ‘La Repubblica’, che l’ha chiamata in causa rispetto al caso Tommaso Currò, il parlamentare pentastellato che ha firmato un emendamento insieme a Stefania Prestigiacomo e che è oggi a rischio epurazione per questo motivo. Secondo la Rostellato, la quale ha annunciato che voterà “sicuramente contro l’espulsione, come ho sempre fatto anche in passato”, nel Movimento è in corso una “radicalizzazione”, ma “una cosa è certa: sicuramente non voterò per il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni Europee”. La deputata ha concluso: “Noi non possiamo mandare in Europa gente come questa. Io mi vergogno di quanto accaduto”.

Redazione online