Istat: inflazione a gennaio ferma allo 0,7%

Spesa in un mercato ortofrutticolo (Peter Macdiarmid/Getty Images)
Spesa in un mercato ortofrutticolo (Peter Macdiarmid/Getty Images)

L’Istat ha comunicato oggi i dati sull’inflazione di gennaio 2014. La crescita annua dei prezzi al consumo rimane anche per questo mese ferma allo 0,7%, come a novembre e dicembre 2013, confermando così il livello più basso da novembre 2009. Un calo molto forte, se si tiene presente che a gennaio del 2013 il tasso era al 2,2%: in un solo anno l’inflazione si è ridotta a meno di un terzo. Su base mensile, l’inflazione cresce a gennaio dello 0,2%, come lo scorso dicembre.

Per quanto riguarda il cosiddetto carrello della spesa, ovvero l’indice dei prezzi dei beni maggiormente acquistati, si registra a gennaio un aumento dell’1,1% su base annua, in flessione rispetto all’1,2% dello scorso dicembre, comunque sempre maggiore del tasso generale di inflazione. Su base mensile, invece, il carrello della spesa è cresciuto dello 0,3%, meno dello scorso dicembre quando l’aumento era stato dello 0,5%.

L’Istat illustra i fattori che incidono sulla stabilità del tasso di inflazione annuo: “da un lato, l’accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti e l’ulteriore riduzione della flessione di quelli dei beni energetici non regolamentati, dall’altro, i rallentamenti delle dinamiche inflazionistiche di gran parte delle rimanenti tipologie di beni e servizi, il più marcato dei quali interessa gli alimentari freschi“. Riguardo all’indice mensile dell’inflazione, l’aumento è dovuto in parte “a fattori stagionali, che spiegano la crescita dei prezzi dei vegetali freschi (+4,2%)”. Si segnala anche l’aumento su base mensile dei prezzi dei pedaggi e parchimetri (+3,6%, +5,3% su base annua), “da ascrivere principalmente ai rialzi dei pedaggi registrati per gran parte della rete autostradale italiana a partire dal primo gennaio dell’anno in corso”, spiega l’Istat. Si registra inoltre l’aumento delle tariffe bancarie e finanziarie (+1,9% su base mensile, +2,3% nei confronti di gennaio 2013), dovuto all’incremento “dell’aliquota dell’imposta proporzionale di bollo sulle comunicazioni periodiche relative ai prodotti finanziari e alla cancellazione dell’imposta di bollo minima applicabile”, misure introdotte dalla legge di stabilità.

Redazione