Raffica di arresti anti-ndrangheta, 11 persone in manette a San Luca (RC)

Agente dell'Antimafia (ROBERTO SALOMONE/AFP/Getty Images)
Agente dell’Antimafia (ROBERTO SALOMONE/AFP/Getty Images)

 

 

Numerosi provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati eseguiti questa mattina a San Luca(RC) dai Carabinieri, coordinati nelle indagini dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria: 12 sono stati i soggetti colpiti, uno dei quali è riuscito a fuggire nel corso dell’operazione ed è ora attivamente ricercato. Secondo gli inquirenti, nel comune del reggino sussisteva un vero e proprio cartello della ‘ndrangheta grazie al quale venivano distribuiti appalti alle ditte favorevoli alle cosche, che riuscivano ad esercitare forti pressioni sugli amministratori comunali. In manette sono finiti anche 3 imprenditori, considerati complici del sistema; le famiglie coinvolte nell’indagine hanno nomi molto noti: Mammoliti “fischiante”, Pelle “Gambazza”, Nirta “Scalzone” e Romeo “Staccu”.

Agli arrestati sono rivolte, a vario titolo, le accuse di associazione di tipo mafioso, concorso in illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravata dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso, frode nelle pubbliche forniture e furto di inerti. L’operazione, denominata “Italia che lavora”, fa seguito all’inchiesta “Inganno” del dicembre scorso, quando furono arrestati due boss della cosca di San Luca, l’ex sindaco del comune reggino e un ex assessore.

Le Squadre mobili di Catanzaro e Vibo Valentia sono invece riuscite nella cattura, questa mattina a Limbadi, del boss latitante della ‘ndrangheta Salvatore Ascone, di 48 anni, riuscito a sfuggire al carcere dove dovrebbe trovarsi da luglio scorso. Il boss, vicino ai Mancuso, era ricercato nell’ambito dell’operazione Perseo perché ritenuto partecipe alle attività criminali del clan Giampà che opera a Lamezia Terme; Ascone era infatti accusato di aver fornito, in modo continuativo, ingenti quantitativi di armi e droga a questo gruppo.

 

Redazione