Usa, errori giudiziari: detenuti innocenti costretti a falsa testimonianza per la riduzione di pena

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Il rapporto annuale degli errori giudiziari negli Stati Uniti ha resto noto che negli ultimi 25 anni quasi 1.300 prigionieri sono stati riconosciuti innocenti rispetto ai reati per cui erano stati condannati.
Quello degli errori giudiziari ha raggiunto il numero record nel 2013, anno cui secondo il rapporto si sono registrati ben 87 casi di detenuti americani innocenti.
Come riporta Tmnews, Samuel Gross, l’autore del rapporto, ha commentato che il fatto di scoprire questi errori è “una buona notizia” sottolineando però che “i casi che abbiamo riconosciuto finora sono solo una piccola parte degli errori che vengono commessi”.

Infatti, per Gross, gli errori giudiziari, “nella maggior parte delle volte, non vengono mai scoperti”.

Secondo il rapporto, nel 38% dei casi i detenuti sono stati riconosciuti innocenti grazie “all’iniziativa o attraverso la collaborazione delle forze di sicurezza” e nel 17% dei casi ha riguardato imputati che si erano dichiarati colpevoli “pur essendo innocenti” per ottenere uno sconto di pena.
La falsa testimonianza rigaurda il 56% delle vicende dei detenuti riconosciuti innocenti nel 2013.

Insomma, una persona innocente si dichiara colpevole per scontare una riduzione di pena come nel caso ecclatante di Reginald Griffin, che fu condannato in Missouri e dopo 25 anni di reclusione è stato riconosciuto innocente nel 2013.
Questo vicenda ha portato a 143 il numero totale dei detenuti condannati a morte e riconosciuti innocenti a livello nazionale.

Redazione