Intasca tangente, ai domiciliari sindaco ‘anti-corruzione’

Flash mob contro la corruzione (LUIS ROBAYO/AFP/Getty Images)
Corruzione (LUIS ROBAYO/AFP/Getty Images)

Un clamoroso arresto è stato effettuato a Calatafimi, comune del Trapanese: ai domiciliari è finito infatti il primo cittadino del comune di 7mila anime, Nicolò Ferrara, che è anche presidente del consorzio provinciale per la legalità e lo sviluppo. L’accusa per il sindaco è quella di aver intascato una mazzetta per favorire un imprenditore del suo paes nell’aggiudicazione di un’asta comunale. L’accusa è di qualche tempo fa, ma il sindaco non ha mai lasciato la presidenza del consorzio, continuando a essere invitato in convegni in cui il tema principale era proprio la lotta alla corruzione.

Il primo cittadino è accusato dei reati di corruzione, falsità ideologica e turbativa d’asta. In un interrogatorio davanti ai pm della Procura di Trapani, titolari dell’indagine, era arrivato addirittura ad ammettere di aver intascato la tangente, spiegando: “La consegna di quei soldi non è legata a quanto contestato ovvero la vendita di mezzi comunali ma è bensì legato ad un impegno di contribuzione di carattere volontario per la beneficienza preso qualche anno addietro rispetto alla data della gara”.

“In particolare tale donazione era totalmente libera e riguardava la risposta verso le esorbitanti richieste che pervengono dalla sede municipale da parte di persone in stato di bisogno”, aveva proseguito il primo cittadino, sostenendo però poi di aver usato quei soldi per saldare alcuni suoi debiti.

Redazione online