Metodo Stamina, critiche dalla Simg: “Ok a cure compassionevoli, ma se efficaci”

Manifestazione a favore del metodo Stamina (Getty Images)
Manifestazione a favore del metodo Stamina (Getty Images)

Prosegue il dibattito intorno al metodo Stamina, con Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, intervenuto oggi per spiegare: “Siamo a favore delle cure compassionevoli, non delle terapie somministrate per compassione. La vicenda Stamina deve essere ricondotta al tema centrale dell’appropriatezza, che interessa direttamente i medici di medicina generale, tutori della sostenibilità del sistema sanitario. Non possiamo derogare a un principio fondamentale: servono forti evidenze scientifiche a sostegno dell’efficacia dei farmaci. Solo così possiamo ridurre gli sprechi”.

Cricelli ha poi proseguito: “Le terapie non efficaci, anche se suscitano compassione, non possono essere rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale, perché verrebbero lesi i diritti di milioni di cittadini. Abbiamo chiesto ai nostri soci di segnalare tutti i casi in cui vengano richiesti trattamenti fuori da qualunque validazione scientifica. Ci impegniamo a spiegare ai nostri assistiti i motivi per cui un farmaco, indipendentemente dal fatto che possa suscitare illusioni, non venga rimborsato. La regola generale è che siano erogati solo i trattamenti utili ed efficaci”.

Secondo il presidente della Simg, “in questi anni i medici di medicina generale si sono accollati l’onere di contribuire pesantemente all’appropriatezza dell’uso dei farmaci. Più volte abbiamo dovuto spiegare ai nostri pazienti i motivi per cui alcune cure dovessero essere pagate e non fossero più a carico del sistema. Siamo consapevoli che per i cittadini è difficile comprendere i complicati meccanismi di rimborsabilità”. Inoltre, ha concluso Cricelli, “abbiamo offerto un contributo decisivo nel far emergere la questione delle malattie rare, che spesso provocano maggiori sofferenze perché non hanno una cura”.

Nuove dichiarazioni di Davide Vannoni, intervistato dalla tv del ‘Fatto Quotidiano’, stanno intanto facendo discutere, sulla vicenda del padre di un bambino siciliano ha vinto il ricorso al Tar per poter effettuare un carotaggio “Noi siamo nel rispetto della legge, seguiamo ciò che dicono i giudici, non ho paura dell’arresto. ­Questa sentenza apre una nuova breccia, perché impone ai medici, nominandoli, di effettuare le infusioni in una data prestabilita”.

Redazione online