Coldiretti: allarme estinzione razze di allevamento

Capra Girgentana (screen shot youtube)
Capra Girgentana (screen shot youtube)

In occasione dell’apertura della Fieragricola a Verona, la Coldiretti ha lanciato un’allarme sulla scomparsa di almeno dieci milioni di animali di allevamento tra cui di mucche, maiali, pecore, capre, galline, oche e conigli.

Nell’ambito della Fiera, la Coldiretti in collaborazione con Italialleva dell’Associazione italiana allevatori (Aia) ha promosso un’iniziativa nella quale hanno allestito un’Arca di Noè con le razze in pericolo di estinzione.

La Coldiretti ha sottolineato come la crisi stia mettendo a rischio il settore dell’allevamento: “Stalle, pollai e ovili si sono svuotati nel corso del 2013 con la Fattoria Italia che ha perso in un anno circa 7 milioni di polli e galline, 750mila tacchini. 700mila conigli e mezzo milione tra faraone, oche ed anatre” scrive la Coldiretti ricordando che inoltre “sono venuti a mancare anche gli animali più grandi: circa un milione di pecore, agnelli e capre, 650mila maiali, 45mila manze e 25mila bufali”.

Questo fenomeno per l’associazione di categoria rischia “di compromettere anche la straordinaria biodiversità degli allevamenti italiani dove sono minacciate di estinzione ben 130 razze allevate tra le quali 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini”.

Inoltre, anche dal punto di vista della produzione la crisi sta minacciando pesantemente “un importante comparto economico con l’allevamento italiano che vale 17,3 miliardi di euro e rappresenta il 35% dell’intera agricoltura nazionale con un impatto rilevante anche dal punto di vista occupazionale, con circa 800mila persone al lavoro”.

Per la Coldiretti le colpe sono da attribuire alla mancanza di trasparenza nell’informazione ai consumatori “che favorisce la concorrenza sleale di latte e carne a basso prezzo importati dall’estero”.

Questo calo nell’allevamento per Coldiretti crea anche “la dipendenza dall’estero che ha già raggiunto livelli preoccupanti: l’Italia importa il 42% del latte che consuma, il 40% della carne di maiale, il 30% di quella ovicaprina e il 1% della carne coniglio”.

Infine, il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo denuncia anche “gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali che riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere”.

Moncalvo sollecita “la piena attuazione della legge sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti come richiesto peraltro dalla recente mozione approvata all’unanimità dall’Aula della Camera sull’etichettatura dei prodotti alimentari all’inizio dell’anno”.

Tra gli animali a rischio di estinzione:
Asino romagnolo: sono rimasti solo 570 esemplari impegnati nella produzione di latte uso pediatrico e per l’onoterapia
Capra Girgentana: un tipo di capra dalle lunghe corna e di cui sono rimasti solo circa 400 capi per la produzione di latte destinato alla Tuma ammucchiata, un formaggio che viene stagionato in fessure di muro in gesso e/o pietra.
Gallina di Polverara: un tipo di gallina dal caratteristico ciuffo che fin dal 1400 è rappresentata nei dipinti, alcuni dei quali conservati nei Musei vaticani;
Mora romagnola: una razza di maiale dal mantello nerastro con tinte dell’addome più chiare;
Bovini di razza Garfagnina: hanno il mantello brinato e pelle di colore ardesia. Si contano 145 capi.
Bovini di razza Pontremolese: sono rimasti appena 46 capi;
Pecore razza Brogna: sono rimasti circa un migliaio di esemplari e sono un tipo di pecore che riportano delle macchie rossastre più o meno estese che punteggiano la testa, le orecchie e gli arti;
Pecora di razza Alpagota: un tipo di pecora dell’altopiano di Alpago di cui sono rimasti solo 3363 capi.
Redazione