India: i Marò dispiaciuti per la morte di due persone, proclamano la loro innocenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:03
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty images)
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty images)

I due fucilieri in attesa del processo che li vedono accusati in India per l’omicidio di due pescatori il 15 febbraio 2012 hanno rilasciato una dichiarazione nella quale non solo sottolineano il loro dispiace per la morte di due persone ma ringraziano anche il supporto del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

“Ci dispiace per la perdita di due vite umane, ma non ci sentiamo assolutamente responsabili. E’ un dispiacere umano, ma siamo innocenti”, ha detto Salvatore Girone.
“E’ un’accusa che ci fa molto male non solo come militari, ma anche come genitori e uomini. Come militare professionista italiano che combatte la pirateria questo mi rammarica molto”, ha poi aggiunto Massimiliano Latorre, riferendosi alla possibile applicazione di una legge antiterrorismo per il loro caso.

Latorre ha anche ricordato come il sostegno degli italiani “c’è stato fin dall’inizio, ma ora è incontenibile”: “Quando vogliamo sappiamo essere uniti”, ha affermato Latorre che ha poi sottolineato la vicinanza espressa da Napolitano.
“È una grande gioia avere il suo pensiero quotidiano e come militari ne siamo riconoscenti”, ha detto Latorre che ha anche ringraziato il ministro della Difesa Mario Mauro “per il fatto che sottolinea costantemente la nostra innocenza”.

Intanto si attendono per il prossimo 10 febbraio i capi di imputazione che a distanza di due anni non sono stati ancora presentati dalle autorità di New Dehli e per cui l’Italia ha presentato un ricorso alla Corte Suprema Indiana che a sua volta ha sollecitato il governo imponendo una data limite per la presentazione dei capi di accusa.

RIEPOLOGO: L’Enrica Lexie viaggiava al largo della costa del Kerala, India sud occidentale, in rotta verso l’Egitto. A bordo erano presenti 34 persone, tra cui sei fucilieri del Reggimento San Marco col compito di proteggere l’imbarcazione dagli assalti dei pirati.
Poco lontano, il peschereccio indiano St. Antony trasporta 11 persone e l’Enrica Lexie era convinta di essere sotto un attacco pirata tanto che i marò sparano contro la St. Antony e uccidono due membri dell’equipaggio: Ajesh Pinky (25 anni) e Selestian Valentine (45 anni).

LEGGE ANTIPIRATERIA SENZA PENA CAPITALE– I media indiani hanno riferito ieri che le autorità indiane sarebbero intenzionate a presentare i campi d’imputazione sotto la Sua Act, la legge antipirateria escludendo però la parte in cui si parla di pena di morte.
Sul tema, intanto le autorità italiane hanno avviato un’intensa reta diplomatica anche sul piano internazionale: il presidente Giorgio Napolitano a Strasburgo ha confermato di essere impegnato in contatti internazionali ricordando che i fucilieri “non erano in mare a pescare ma in missione internazionale di sicurezza”.

Mentre, il ministro della Difesa Mario Mauro, in una audizione in Parlamento, ha detto che “la partecipazione italiana a future missioni antipirateria è legata alla positiva soluzione della vicenda giudiziaria dei due maro’, che dovrà concludersi con il loro rientro a casa, con onore”.
“La pronuncia della Corte Suprema indiana sulla nostra petizione, il 10 febbraio, avrà una particolare rilevanza sugli scenari futuri. Ci riserviamo pertanto di valutarla con estrema attenzione”, ha detto Mauro riferendosi anche alla polemica scaturita sulla legge definita discutibile dal Ministro degli Esteri Emma Bonino che venne introdotta all’epoca del Governo Berlusconi con l’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa “che pre­ve­deva inopi­na­ta­mente mili­tari su navi civili senza sta­bi­lire per bene le linee di comando”.

Come riporta La Stampa, anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha scritto al Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, sottolineando che “l’Italia, e con essa l’Europa e la comunità internazionale, debbano esigere il rispetto del diritto internazionale ed una rapida soluzione del caso”.

Redazione

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