Gli americani tornano a Saigon. Aperto il primo McDonald’s in Vietnam

Logo McDonald's (KAREN BLEIER/AFP/GettyImages)
Logo McDonald’s (KAREN BLEIER/AFP/GettyImages)

Dopo quindici anni di guerra, il 30 aprile 1975 la città di Saigon fu estorta al controllo statunitense e tornò sotto il controllo dei comunisti vietnamiti; un anno più tardi Saigon venne ufficialmente annessa alla Repubblica Socialista del Vietnam e cambiò il suo nome in Ho Chi  Minh. Oggi, a trentotto anni di distanza da quegli eventi controversi, simbolo dell’epoca che sui libri di scuola abbiamo imparato a riconoscere come  Guerra Fredda, nella città di Ho Chi Minh gli americani sono tornati. Niente truppe ed armi da fuoco, l’ “invasione” odierna è principalmente culturale e coincide con l’apertura in seno al distretto urbano vietnamita di uno degli emblemi dell’imperialismo globalizzante made in USA: una filiale del fast food McDonald’s.

Il tempio di patatine fritte ed hamburger ha aperto i battenti nella ex Saigon ed è stato accolto da centinaia di cittadini locali non si sono lasciati intimidire e si sono accodati a una fila chilometrica per poter assaggiare un panino contrassegnato dalla celeberrima “m” gialla.

Quello che è rilevante è che la filiale vietnamita di McDonald’s appartiene a Henry Nguyen, vietnamita cresciuto negli Stati Uniti e cognato dell’attuale primo ministro del paese orientale. Nguyen è tornato in Vietnam solamente una decina di anni fa, dopo anni trascorsi nel territorio americano che, dalla fine della guerra, aveva ospitato il suo nucleo famigliare.

La notizia dell’arrivo di McDonald’s a Ho Chi Minh ha fatto il giro del web, ma la novità è relativa e il suo valore è esclusivamente simbolico, dato che multinazionali americane Starbucks, Subway e Burger King sono già state introdotte da tempo in Vietnam.

Nicoletta Mandolini