Addio a Freak Antoni, in tanti a Bologna salutano il leader degli Skiantos

Roberto "Freak" Antoni (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
Roberto “Freak” Antoni (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Tra i primi ad arrivare Stefano Belisari, in arte Elio, e il suo tastierista Rocco Tanica, poi Claudio Lolli, Ricky Gianco, Fabio De Luigi, Vito e il leader delle rivolte studentesche del 1977, Franco Bifo Berardi: in tantissimi hanno voluto rendere omaggio a Roberto ‘Freak’ Antoni, scomparso due giorni fa a 59 anni, dopo una lunga malattia che non aveva mai nascosto e della quale era tornato in una recente intervista a Luca Pakarov su ‘Rolling Stone’: “Sono tumori silenti, te ne accorgi solo quando vai in bagno e vedi tantissimo sangue e scopri poi che non si tratta di emorroidi”.

A ricordare Freak Antoni, tra gli altri, il sindaco di Bologna Virginio Merola, che si è detto parte del suo ‘pubblico di merda’ e che ha sottolineato: “Non si è mai arricchito con la sua arte, 38 anni di insuccessi generando però una grande ricchezza, perché ora noi siamo ricchi, ricchi di un’ironia seria, mai ridotta ad una facile battuta. Questa volta non è un pezzo di Bologna che se ne va, ma che resta vivo. Freak è sempre stato uno del popolo, un bolognese autentico”.

Commoventi poi le parole scritte da Margherita, la figlia quindicenne del leader degli Skiantos: “Viveva sul palco era il suo lavoro, e io per questo tante volte un po’ l’ho odiato, ma ora ho capito: come tanti, a mio padre capitava spesso di essere triste, e ognuno colma il vuoto a modo suo, lui lo faceva con droga, concerti, amori improbabili. Era un infelice e un irrequieto, ma era un grande perché gridava di non accontentarsi e urlava la sua felicità”. La figlia ha concluso citando il titolo dell’ultimo disco della rock band demenziale e affermando: “Se Dio ci deve delle spiegazioni, speriamo che adesso gliele dia”.

Redazione online