Ucraina, violenti scontri a Kiev: almeno 9 morti e 150 feriti

Barricate a Kiev, Ucraina (Getty images)
Barricate a Kiev, Ucraina (Getty images)

Sono ripresi gli scontri in piazza a Kiev nell’ambito di una nuova manifestazione antigovernativa che ha sfilato per il centro della città diretta al parlamento dove oggi viene discussa una riforma costituzionale chiesta dall’opposizione per ridurre i poteri presidenziali.

Si apprende che i tafferugli sono scoppiati quando un cordone di agenti ha impedito ad un corteo di migliaia di dimostranti di avvicinarsi al parlamento: la polizia ha usato manganelli, lacrimogeni, granate assordanti e proiettili di gomma. I manifestanti hanno reagito con lancio di pietre.
Secondo quanto riferisce un portavoce della polizia Olga Bilyk ci sono almeno nove morti, tra cui due agenti mentre i feriti sono saliti a 150, tra i quali vi sarebbero anche una quindicina di giornalisti, alcuni dei quali- come riporta Repubblica.it– delle agenzie di stampa Associated Press e Reuters.

Intanto, le autorità ucraine hanno lanciato un ultimatum ai manifestanti di ritirarsi entro le 17 italiane: “Avvertiamo le teste calde dell’opposizione: il potere ha i mezzi per ristabilire l’ordine. Saremo costretti a ricorrere a misure più forti se le violenze non cesseranno entro le 18”, si legge in una dichiarazione congiunta del ministero dell’interno e dei servizi speciali.

Per domani invece è stato confermato l’incontro tra il presidente ucraino, Viktor Yanukovich e i leader dell’opposizione, dopo l’esplosione di questa nuova ondata di violenze.

Ieri, il ministro delle Finanze russo ha reso noto lo sblocco di ulteriori tranche del finanziamento da 15 miliardi di dollari concesso a dicembre dalla Russia all’Ucraina dopo che quest’ultima ha rinunciato a firmare il trattato di associazione con l’Ue.
Infatti, la Russia a seguito delle proteste pro-Unione Europea che hanno portato alle dimissioni del primo ministro Mikola Azarov, aveva bloccato lo stanziamento finanziario in attesa di maggiori certezze per la situazione politica nel paese.

Questa mattina però è stata pubblicata dal quotidiano russo Kommersant un’intervista dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton nella quale la Ashton sostiene che l’accordo di Associazione tra Ue e Ucraina non minaccia gli interessi russi nel Paese ex sovietico.

Inoltre, come riporta Tmnews, nell’intervista la Ashton sottolinea come tale accordo potrebbe essere un beneficio anche per le imprese russe attive a Kiev e nella regione in quanto comporta un accesso diretto al mercato interno europeo.

La scorsa settimana al termine di un incontro con il ministro degli esteri tedesco, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov aveva di nuovo fortemente criticato l’intromissione dell’Unione Europea negli interessi dell’Ucraina e in un’intervista rilasciata sempre al Kommersant, aveva fornito alcuni dati di “analisi indipendenti” spiegando gli effetti del patto con l’Europa.
In realtà, la Russia teme la creazione di una zona di libero scambio inserito nell’accordo di associazione.

“Non ci sarà impatto negativo sul commercio tra Russia e Ucraina” ha ribadito la Ashton spiegando che “se improvvisamente ci dovessero essere danni per l’economia russa dall’aumento dei flussi di importazione (dall’Ue), le misure di protezione previse dall’Organizzazione Mondiale del Commercio e gli accordi già esistenti tra Ucraina e Russia aiuteranno a risolvere il problema”.

Nel frattempo ieri si è svolto anche un’incontro tra i rappresentanti dell’opposizione ucraina, Vitaly Klitschko e Arseniy Yatseniuk e la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino. L’opposizione ha chiesto delle sanzioni per l’attuale governo guidato dal presidente Viktor Yanukovich: “Abbiamo molto apprezzato l’appoggio dato dalla Cancelliera al popolo ucraino per stabilizzare la situazione politica nel mio Paese. La nostra agenda prevede prima di tutto la necessità di evitare in Ucraina ogni tipo di violenza e fermare lo spargimento di sangue. E sta al governo e al Presidente prendere le misure necessarie per risolvere l’attuale crisi politica”, hanno commentato Yatseniuk.

Redazione

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