Fini-Giovanardi incostituzionale, spacciatore esce dal carcere e va ai domiciliari

Cannabis (Justin Sullivan/Getty Images)
Cannabis (Justin Sullivan/Getty Images)

Era stato arrestato il 10 ottobre scorso perché trovato in possesso di 17 kg di marijuana, oggi – grazie agli effetti della sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato la legge Fini-Giovanardi sulla droga – potrà usufruire degli arresti domiciliari e del controllo di eventuali spostamenti mediante braccialetto elettronico. L’uomo, un 45enne detenuto a Milano, è soltanto il primo di almeno 6mila detenuti, che secondo i primi dati, grazie al ripristino della distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, potrà scontare una pena alternativa al carcere.

Ad accogliere il ricorso dei legali dello spacciatore, il gup Maria Cristina Mannocci, che nel provvedimento ha spiegato: “Visto il titolo di reato per cui è detenuto assume rilevanza nella fattispecie la decisione della Corte costituzionale oggetto del comunicato stampa del 12 febbraio 2014”. Aggiunge il gup: “Considerati i limiti delle pene che si possono infliggere in caso di condanna, concede la detenzione domiciliare nella casa dei suoi familiari”.

Redazione online