Ucraina, opposizioni firma accordo: elezioni anticipate e riduzione dei poteri del presidente

Barricate manifestanti a Kiev (getty images)
Barricate manifestanti a Kiev (getty images)

I tre leader dell’opposizione hanno firmato l’accordo con il presidente ucraino Viktor Yanukovich stabilito questa notte con i mediatori Ue e l’inviato russo Vladimir Lukin, commissario per i diritti umani, di 77 anni che però non avrebbe firmato l’accordo, lasciando oggi Kiev.

C’è ancora molte incertezze sull’accordo: lo stesso presidente ucraino in una dichiarazione pubblica ha mostrato un segno di apertura annunciando le elezioni anticipate per il mese di dicembre e la riforma della costituzione per ridurre i suoi poteri.
“Annuncio il lancio di una procedura per la tenuta di elezioni presidenziali anticipate” ha dichiarato il presidente in un comunicato e “lancio anche il processo di ritorno alla Costituzione del 2004” (ovvero quella che riduce i poteri presidenziali).

Tuttavia, l’accordo raggiunto in Parlamento ucraino è discusso dagli attivisti della piazza che chiedono immediate elezioni e le dimissioni del presidente.
E’ quanto si apprende da un tweet l’organizzazione della protesta di piazza “Euromaidan” che respinge un possibile accordo con il presidente ucraino secondo quanto negoziato da Ue e Russia, rifiutando il compromesso di un voto presidenziale anticipata a settembre 2014.

In sede del parlamento l’opposizione ha accettato le condizioni dell’accordo con il presidente ucraino che prevede un Governo di unità nazionale ed elezioni anticipate la cui data non è ancora stata confermata.

Intanto il Parlamento ha approvato con 386 voti a favore (su 450 seggi)la legge che prevede il ripristino della costituzione del 2004 e quindi un maggior equilibrio dei poteri fra Parlamento e presidente.
Fra i voti favorevoli, anche quelli di 140 deputati del partito delle regioni di Yanukovich.
Tanto che stanno affiorando elementi di criticità sul fronte della tenuta della maggioranza del partito della Ragione del presidente Yanukovich.
Questa mattina, il vice capo di Stato maggiore ucraino, il generale Yuriy Dumanskyy, ha annunciato le proprie dimissioni sottolineando che “l’esercito viene trascinato in un conflitto civile. La mia personale posizione come ufficiale e cittadino è che questo può comportare numerose perdite tra i civili ed il personale militare. Per questo ho deciso di rassegnare le mie dimissioni in modo da evitare ulteriori escalation e spargimenti di sangue da entrambe le parti”.

PIAZZA INDIPENDENZA– I manifestanti stanno avanzando le loro posizioni e stanno prendendo il controllo del centro Kiev nelle zone di piazza Indipendenza. Un muro del blocco della polizia è stato preso dei manifestanti,
L’inviato di Rainews riferisce che si sono ancora disordini ma circa 1400 agenti della polizia stanno lasciando le loro postazioni e si stanno dirigendo verso i mezzi di trasporto predisposti dal ministero degli Interni. Un segnale di distensione per gli osservatori.

Si apprende che l’infermiera che ieri aveva lanciato un messaggio nel quale dichiarava di muorire oggi ha inviato un altro tweet in cui ringrazia chi ha “pregato” per lei e precisa che secondo i medici le sue condizioni sono ora stabili.
Gli osservatori ipotizzano che la crisi sia lontano dall’essere risolta. Al di là di entrare a far parte dell’Ue, la popolazione aspira alla democrazia e alla libertà.

“In Ucraina, cessi prontamente ogni azione violenta e si ristabiliscano la concordia e la pace” è l’appello di papa Francesco e del collegio cardinalizio del Concistoro, che si sta svolgendo nell’Aula nuova del Sinodo.
In una nota il portavoce del Vaticano padre Federico Lombardi viene anche espressa “speciale apprensione per il drammatico evolversi della situazione in Ucraina”.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Ucraina: ancora tensioni a Kiev. Presidente Yanukovich annuncia elezioni anticipate