Grecia, crisi: 2,6 milioni di cittadini non riescono a pagare le tasse

Proteste ad Atene contro austerity (Getty images)
Proteste ad Atene contro austerity (Getty images)

Non solo la grave crisi economica e il monitoraggio della Troika pesano sulla bilancia pubblica della Grecia ma anche il fatto che proprio a causa del grave disaggio economico nel quale è precipitato la popolazione, con licenziamenti di massa provocati anche dalle privatizzazioni richieste dall’Unione Europea, i cittadini non riescono più pagare le tasse.

E’ quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dal ministero delle Finanze sull’importo delle tasse non riscosse per il periodo dal primo gennaio 2013 al 31 gennaio 2014 che ha raggiunto la cifra di 10 miliardi di euro.

In base ai dati, risulta che ben 2.653.032 contribuenti sono talmente indebitati con il fisco tanto da non potersi permettere di pagare le tasse in continuo aumento.

Nello stesso periodo rende noto il ministero soltanto 92.323 mila cittadni (pari al 3,48% di tutti i debitori) hanno regolarizzato i loro pagamenti versando nelle casse dell’erario poco più di 304 milioni di euro.

Intanto, il paese al collasso ipotizza un altro tentavito concordato tra il governo e la Troika: ovvero s’inserire una nuova tassa sui chilometri.
Infatti sembre che il progetto ipotizzato introduca a partire dal 2015 uno speciale gps montato su ogni autovettura che indicherà quanti chilometri percorrerà ogni cittadino nell’arco dei dodici mesi, così da corrispondere all’erario il dovuto.
Come sottolinea ilfattoquotidiano, il governo di Antonis Samaras da un lato riduce la tassa circolazione del 30%, ma dall’altro sarà introdotto un nuovo sistema di tassazione con un costo chilometrico per l’automobilista che varierà a seconda del tipo, del peso e del livello di emissioni del veicolo.
Secondo le indiscrezioni fornite dal ministero dei trasporti greco, la tassa fissa per ogni chilometro percorso da un’auto berlina sarà tre centesimi di euro.

Nel paese sono di nuovo scesi in piazza gli agricoltori e coltivatori, ma anche i medici e i sanitari statali che hanno scioperato.

Redazione

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