Aereo scomparso Malesia: estensione delle ricerche nell’Oceano Indiano

 Malaysian Airlines, all'aeroporto internazionale di Kuala Lumpur  (Getty images)
Malaysian Airlines, all’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur (Getty images)

Quello dell’aereo della Malaysian Airlines scomparso una settimana fa dopo un’ora dalla sua partenza dall’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur in direzione di Pechino con 239 persone a bordo è ancora un mistero sul quale però lentamente si fanno strada alcune ipotesi attendibili tra cui quella del dirottamento e per cui le ricerche del velivolo si sono estese fino alle acque dell’Oceano indiano.

“Il velivolo non è stato ancora rintracciato e la zona di ricerca è stata estesa. Con i nostri partner internazionali estendiamo le ricerche verso Est, nel Mare della Cina meridionale, e verso Ovest, nell’Oceano Indiano”, ha dichiarato alla stampa il ministro dei Trasporti malese, Hishammuddin Hussein.

Tuttavia, l’ipotesi avanzata dalle autorità americane che indagono sulla vicenda ovvero quella che il velivolo abbia continuato a volare ancora per 4/5 ore dopo essere scomparso dai radar non è ancora stata confermata dalla compagnia.

Ma da parte degli esperti statunitensi, la tesi dell’incidente non reggerebbe e secondo quanto trapela dalle dichiarazioni di due funzionari americani rilasciate alla mittente Abc si apprende che due diversi sistemi di comunicazione dell’aereo sono stati spenti in momenti diversi.
Un elemento che per gli esperti evidenzia un atto volontario. Secondo gli esperti, il sistema di trasmissione dati ha smesso di funzionare all’1:07 di notte, mentre il transponder, ovvero il rivelatore della localizzazione e dell’altitudine del velivolo, è stato spento circa 15 minuti dopo, all’1:21.
Il velivolo avrebbe inoltre continuato a trasmettere segnali anche dopo aver fatto perdere le tracce e questo avvale la tesi che l’aereo continato a volare ancora per 4 o 5 ore prima di precipitare nell’Oceano Indiano.
mentre il Wall Street Journal continua a sostenere che possa essere atterrato.

La tesi di un cambio di rotta del velivolo viene sostenuta tuttavia anche dal capo dell’aviazione militare della Malesia che aveva rivelato come la rotta del volo MH370 sua stato tracciato dai radar delle forze armate per un’ora dopo la scomparsa e ha evidenziato una virata verso ovest in direzione delle isole Andamane, nel Golfo del Bengala, seguendo una tratta ben precisa.

Il Wall Street journal sostiene che il velivolo non sia caduto ma bensì atterrato.

Redazione

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