Alta la tensione nella Striscia di Gaza. Già rotta la tregua della Jihad

Bambini palestinesi (SAID KHATIB/AFP/Getty Images)
Bambini palestinesi (SAID KHATIB/AFP/Getty Images)

Non si abbassa il livello dello scontro nella Striscia di Gaza, dove nei giorni scorsi al lancio di numerosi (circa sessanta) razzi partito dai territori palestinesi e rivendicato dall’organizzazione per la Jihad le autorità israeliane hanno risposto con 29 bombardamenti in località diverse della regione. Lo stesso attacco portato avanti dalla Jihad era il risultato dell’uccisione di 3 palestinesi per mano dell’esercito di Tel Aviv.

In seguito al susseguirsi di operazioni belliche ieri era stata dichiarata dalla stessa Jihad una tregua la quale tuttavia non sembra essere stata rispettata, dato che il portavoce militare israeliano, secondo quanto comunicato da Ansa, ha denunciato il lancio di altri tre missili verso i territori dei coloni insediatisi nella Striscia.

Da parte di Hezbollah – organizzazione di resistenza libanese vicina alla guerriglia palestinese – è giunta oggi una fortissima condanna dell’attacco israeliano e una denuncia per il silenzio con cui le organizzazioni internazionali avrebbero risposto alla rappresaglia di Israele nei confronti dei palestinesi. “Quello che sta avendo luogo nella Striscia di Gaza è chiaramente un’aggressione di Israele”, hanno scritto i militanti di Hezbollah, aggiungendo che la mancata presa di parola a livello internazionale “dà la possibilità agli assassini di Israele di perpetrare i suoi crimini senza paura di essere punito”.

Sul tema dei bombardamenti nella Striscia si è creata poi una polemica che ha visto invischiata l’emittente britannica BBC. Nelle ultime ore infatti il canale è stato accusato dall’opinionista Tony Benn, invitato nel corso di una trasmissione in diretta, per non aver voluto riferire di una campagna umanitaria a sostegno dei civili palestinesi colpiti dalle bombe di Israele. “Se non trasmetterete l’appello per Gaza lo farò da me”, ha annunciato a brutto muso alla giornalista con cui stava interloquendo prima di iniziare a leggere il comunicato con l’indirizzo al quale recapitare le donazioni da destinare alle vittime del conflitto israelo-palestinese.

 

Redazione online