Discorso storico di Putin che presenta al Parlamento la mozione per l’integrazione della Crimea e della città di Sebastopoli

Presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso al Parlamento per integrazione della Crimea e della città di Sebastopoli nella Federazione Russa (Getty images)
Presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso al Parlamento per integrazione della Crimea e della città di Sebastopoli nella Federazione Russa (Getty images)

Dopo aver annunciato di aver riconosciuto l’indipendenza della Crimea, il presidente russo Vladimir Putin è intervenuto in una seduta congiunta al Parlamento russo per chiedere di approvare l’integrazione della Crimea e della città di Sebastopoli nella Federazione Russa.

DISCORSO DI PUTIN– Putin ha affrontato il tema del diritto dell’autoproclamazione d’indipendenza dei popoli sul piano internazionale sottolineando che in seno all’Onu non vi è “nessun divieto all’autopprcalamazione della indipendenza: il diritto internazionale non vieta l’autoindipendenza” afferma Putin riferendosi alla risoluzione presa dal Consiglio di Sicurezza per il Kosovo. Inoltre Putin ricorda anche le posizioni espresse alll’epoca dagli Stati Uniti che avevo stabilito che “le dichiarazioni d’indipendenza possono violare le regole ma ciò non significa che violano il diritto internazionale”.

Per questo il presidente russo afferma che la situazione in Crimea s’inserisce propri in questo ambito e Putin si chiede perché se ciò è valso per gli albanesi del Kossovo, perché “ciò non pò valere per i cittadini della Crimea”.

“Colgo l’occasione per ringraziare le forze armate della Crimea e quelle dell’Ucraina che non hanno ceduto allo scontro -prosegue Putin. Si parla di un’aggressione della Russia in Crimea, ma io non ricordo un’aggressione senza un colpo di fuoco”.

“Il caso dell’Ucraina è lo specchio di ciò che è accaduto dopo il crollo del sistema bipolare: è sparito l’equilibrio. L’asse è ora basato sul principio del più forte. Gli Stati Uniti con questo principio mostrano di voler essere i più forti. Adottano e costringono risoluzioni per spiegare le loro azioni nel mondo. E nel caso contrario agiscono violando le loro risoluzioni Onu: ad esempio per i bombardamenti nel 1989 di Belgrado, seguiti da un vero intervento armato, dalla ex Jugolsavia, all’Iraq, passando all’Afghanistan fino alla violazione dello spazio aereo della Libia”.

“Le persone sono stanche della tirrania della povertà. Anziché la diffusione della democrazia della libertà c’è stato una serie di violazioni: dalla primavera all’inverno arabo. Ci sono state azioni contro l’integrazione di paesi nello spazio europeo sia per la Russia che per l’Ucraina. Vogliamo rapporti paritari e trasparenti ma non vediamo nessun passo in avanti verso di noi: ci hanno messo sempre di fronte agli atti compiuti. Tra questi: l’allargamento della frontiera della Nato ad est. Facile da dire che non ci riguarda. Come lo dispiegamento missilisitico”, commenta Putin che poi torna a criticare il fatto che sono mancate “anche le promesse sull’accesso economico internazionale” in quanto “ora parlano di sanzioni”.

Poco prima del discorso, il consigliere diplomatico di Putin, Iuri Ushakov, commentando le sanzioni occidentali ha dichiarato che “abbiamo già provato sanzioni del genere, esse suscitano ironia e anche sarcasmo”.

“Noi vogliamo difendere la nostra indipendenza ma cè un limite a tutto. I nostri partenr occidentali hanno superato il limite e in Ucraina si sono comportati in maniera grezza. Hanno perso il senso della misura e la Russia si è trovata davanti ad un limite. La Russia ha i proprio interessi nazionali come li hanno tutti gli altri paesi e devono essere rispettati”.

“Ma siamo anche grati a tutti coloro che hanno avuto comprensione per la Crimea. Ringraziamo la Cina, la cui dirigenza ha esaminato la situazione nella sua pienezza storica e politica. Apprezziamo la moderazione dell’India” prosegue Putin che poi si è rivolto al popolo americano ricordando “che sono sati orgogliosi dei loro diritti dalla dichiarazione d’indipendenza in poi. E quindi quello della popolazione Crimea non è lo stesso?”.

“Voglio anche rivolgermi alla Germania. Nel caso dell’unione della Germania, noi appoggiavamo la volontà dei tedeschi di essere uniti. Mi rivolgo infine al popolo dell’Ucraina; non siamo mai intervenuti sulle loro decisioni. Ma è colpa loro della spaccatura del paese. Noi non vogliamo dividere l’Ucraina, non ne abbiamo bisogno”, rassicura il presidente russo in merito ai timori di ulteriori annessioni nella prte dell’Ucraina occidentale.
“Quello che è dell’Ucraina continuerà ad essere dell’Ucraina. Sarà come è stata per secoli, la patria dei popoli che hanno vissuto lì”, garantisce Putin che poi afferma come la “Crimea è un nostro successo comune e un fattore di stabilità e questo elemento strategico deve essere sotto la stabilità della Russia. Altrimenti sia noi Russi che Ucraini potremmo perdere la Crimea”.

“La prospettiva dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato non porta a nulla alla Crimea. Noi non siamo contrari ad una cooperazione con la Nato: siamo contrari a basi della Nato ai confini del nostro territorio. Siamo più favorevoli che la Nato sia ospite nostra a Sebastopoli, sostiene Putin riferendosi alla base militare ucraina nella città portuale della Crimea.

“Oggi ci fa male quello che accade in Ucraina: siamo un popolo unico. Kiev è madre delle città delle Russie. L’antica russia è la nostra fonte comune e noi non possiamo vivere gli uni senza gli altri. La Russia difenderà sempre i loro interessi con mezzi diplomatici, economici e di giustizia. Tuttavia dev’essere prima di tutto l’Ucraina a voler difendere questi interessi e potrà essere una garanzia per la stabiltà del suo paese”,afferma Putin parlando ovviamente degli interessi strategici e della dipendenza economica dell’Ucraina alla Russia.
“L’Ucraina è uno dei principali partner e quindi vogliamo solo successi per il paese e siamo pronti a dare un contributo ma i cittadini devono fare ordine nel loro paese”.

“Cittadini di Sebastopoli siete stati voi a decidere del destino della Crimea. In questi gorni vi siamo stati vicini con sinceri sentimenti di fraternità. La forza della politica estera della Russia si è basata sulla forza di milioni di persone. Grazie per questo patriottismo. Dobbiamo restare uniti nel futuro per superare i contrasti esteri” ha esordito Putin ricordando che “le dichiarazioni occidentali sono state aggresssive e noi risponderemo. Non aspireremo a scontri e faremo il necessario per creare rapporti civili e di buon vicinato”.

Infine Putin si è avvicinato alla conclusione del suo discorso ribadendo la costituzionalità e la regolarità del voto referendario: “Il referendum è stato regolare e la Russia ora dovrà prendere delle decisioni sia per questioni interne che esterne: ma la posizione della maggiornaza è evidente e in base anche ai sondaggi, il 95% della popolazione ritiene che la Russia deve difendere gli interessi della popolazione e minoranze della Crimea. Più dell’83% della poplazione ritiene che lo deve fare anche andando contro a interessi di altri paesi, l’85% della popolazione è convinto che la Crimea è parte della terra della Russia e infine il 92% è a favore dell’unificazione della Crimea alla Russia.E così sia la popolazione della Crimea che quella russa sostengono l’annessione della Crimea e Sebastopoli alla Federazione Russa”.

Uno slancio di patriottismo di Putin costantemente interrotto dagli applausi del Parlamento: “La questione va oltre alle discussioni politiche: in quanto la questione è in mano ai popoli. In questo senso presento al Parlamento la promozione di prevedere l’integrazione di due nuove entità: la Crimea e la città di Sebastopoli. Propongo di ratificare l’ingresso e non dubito del vostro sostegno”.

FIRMA ACCORDO INTEGRAZIONE CON CRIMEA E SEBASTOPOLI – Al termine del discorso del presidente il documento dull’integrazione è stato firmato, oltre che da Putin, dal premier e dal presidente del parlamento crimeano, Serghiei Aksionov e Vladimir Kostantinov, e dal sindaco di Sebastopoli, Alexiei Cialyi.
Ad accompagnare questo momento storico è stato poi intonato l’inno russo.
Adesso il documento dovrà essere ratificato dal Parlamento, come ricorda l’Ansa, contestualmente ad una nuova legge.

Redazione

LEGGI ANCHE
Crimea: Putin firma decreto che riconosce indipendenza della Crimea