Processo Pistorius: l’atleta ha sparato 4 colpi. Il primo ha raggiunto la modella all’anca

Oscar Pistorius davanti alla Corte a Pretoria (Getty images)
Oscar Pistorius davanti alla Corte a Pretoria (Getty images)

A quasi due settimane dall’inizio del processo che si è aperto a Pretoria in Sudafrica a carico dell’atleta Oscar Pistorius accusato dell’omicidio della sua fidanzata, la modella Reeva Steenkamp emergono descrizioni agghiaccianti sulla dinamica dell’efferato omicidio.

In udienza è intervenuto il capitano della polizia Chris Mangena un esperto balistico che ha ricostruito le varie fasi dell’omicidio.
Secondo il capitano Reeva sarebbe stata colpita una prima volta all’anca mentre era in piedi nel bagno. La donna sarebbe poi caduta a terra e si sarebbe protetta la testa con le mani.

“Molto probabilmente, la ferita all’anca è stata fatta quando era in piedi davanti alla porta. Il colpo le ha spezzato l’anca, l’ha fatta cadere indietro sul porta-riviste” spiega il capitano precisando che la modella è stata poi colpita altre due volte mentre “era probabilmente seduta in una posizione difensiva”.
In totalte Pistorius ha sparato quattro colpi: il secondo colpo ha perforato da dietro il braccio sinistro della donna che le ha provocato una contusione al petto: “Le braccia erano tese in alto, all’altezza del petto”.
Il terzo proiettile è stato sparato sul lato destro del cranio mentre la donna si copriva la testa con le mani.
A questo punto la donna “è caduta immediatamente” e il “busto è finito tra il wc e il porta-riviste” prosegue il capitano affermando ce con molte probabilità Pistorius era davanti alla porta del bagno in quanto “chi ha sparato non indossava probabilmente le protesi alle gambe e ha sparato da una distanza superiore ai 60 centimetri”.
Questo ultimo elemento si rivela fondamentale per dimostrare la tesi di legittima difesa sostenuta dall’altelta fin dall’inzio dichiarando di avere scambiato la fidanzata con un ladro nel bagno.
Inoltre per i giudici è importante capire la sequenza dei colpi per per capire se la vittima sia riuscita a gridare e a chiedere aiuto, in base alle testimonianze dei vicini di casa.

Redazione

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