Bruxelles, Renzi incontra Van Rompuy

Matteo Renzi a Bruxelles (THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi a Bruxelles (THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)

Dopo le risatine di ieri tra il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e quello della commissione Ue, Manuel Josè Barroso che hanno preso di mira le riforme di Matteo Renzi, oggi a Bruxelles il premier italiano ha incontrato Van Rompuy, per un faccia a faccia antecedente alla seconda giornata di lavori del Consiglio europeo. Il colloquio è durato circa mezz’ora e stando a quanto riferisce lo staff di Renzi ha avuto esito positivo. Van Rompuy, fanno sapere i collaboratori di Renzi, ha mostrato grande attenzione al programma di riforme del governo, in particolare, dicono, a quelle sul lavoro.

Nessuna comunicazione sull’esito del colloquio è arrivata dallo staff del presidente del Consiglio europeo, che ha invece voluto precisare sullo scambio di sorrisi, ieri in conferenza stampa, con Barroso. Il portavoce di Van Rompuy, Dirk De Backer, ha stigmatizzato il modo in cui i giornali italiani hanno riportato il fatto, accusandoli di interpretazione faziosa: “Si è volutamente travisato un sorriso. Van Rompuy e Barroso volevano solo coordinarsi su chi avrebbe dovuto rispondere al giornalista. Gli articoli dei giornali non meritano ulteriori commenti”, ha detto De Backer.

L’episodio curioso di oggi è stato quando Renzi ha sbagliato strada entrando alla sede del Consiglio europeo, girando a sinistra in direzione degli uffici della delegazione italiana invece che a destra verso l’ufficio dove avrebbe dovuto incontrare il presidente del Consiglio Ue. Il premier, prontamente portato verso la giusta direzione dallo staff, ha commentato divertito: “L’Europa cambia verso”.

Ieri a Bruxelles il premier italiano aveva avuto un duro confronto sui vincoli di bilancio con il presidente della Commissione Ue Barroso. Poi i toni si erano stemperati e Barroso dichiarava: “Renzi ha detto a me, come aveva fatto con la cancelliera tedesca Angela Merkel, che farà le riforme nel rispetto del trattato Ue, del patto di stabilità e di Crescita e anche del Fiscal Compact“, il trattato sul patto di bilancio europeo che obbliga gli Stati aderenti al pareggio strutturale di bilancio e alla riduzione del debito pubblico di un ventesimo all’anno per la parte eccedente il 60% del Pil.

D’altro canto, Matteo Renzi ha trovato un appoggio nel presidente del Parlamento europeo e candidato alla Commissione europea per il Pse Martin Schulz, che ha detto di essere d’accordo con lui, in quanto in Europa “c’è bisogno di una filosofia e di una strategia della crescita”. “Se non c’è crescita in Italia non ci sarà crescita in Europa e viceversa”, ha ammonito Schulz, parlando a margine di un convegno sul razzismo a Torino.

Redazione