Processo Pistorius: difesa e accusa concordi sul fatto che l’atleta chiamò l’ambulanza

Pistorius in tribunale (Antoine de Ras/AFP/Getty Images)
Pistorius in tribunale (Antoine de Ras/AFP/Getty Images)

Nell’ambito del processo in corso da tre settimane a carico dell’atelta Oscar Pistorius accusato dell’omicidio della sua fidanzata la modella Reeva Steenkamp, avvenuto il giorno di San Valentino del 2013, l’accusa e la difesa concordano sul fatto che sia stato Pistorius a chiamare l’ambulanza dopo aver ucciso la sua fidanzata.

E’ quanto emerge dai registri delle chiamate, esaminate in un secondo tempo dalla Corte nei quali sono state rintracciate tutte le chiamate e i movimenti dell’atleta tra il 13 e il 14 febbraio.

Tuttavia, la difesa non è d’accordo sul fatto che Pistorius fosse geloso e sospettoso, come potrebbe risultare invece dai messaggi scambiati dalla coppia.
Nella notte del triste omicidio, l’avvocato della Difesa Barry Roux ha confermato che risulta “alle 3.19, una chiamata di Pistorius a Johan Stander“, il manager della sua residenza.
Roux ha spiegato che “alle 3.20:05 c’è una chiamata al 911”. L’alteta sarebbe rimasto “66 secondi al telefono” con il servizio dell’ambulanza per poi chiamare il manager della residenza. Dati confermati da anche da Francois Moller, esperto in telecomunicazioni della polizia sudafricana.
In base ai dati dei registri telefonici, Pistorius in preda al panico avrebbe premuto inizialmente il tasto sbagliato del suo telefono e chiamò per errore la sua segreteria.

Redazione

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