Scalea, Renzi contestato da mamme e precari

Matteo Renzi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Dopo Siracusa e Treviso, nuove contestazioni per il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che stamattina era a Scalea, in provincia di Cosenza, per incontrare gli studenti dell’Istituto comprensivo statale Gregorio Caloprese. All’ingresso della scuola, diverse mamme di alunni hanno urlato la loro rabbia nei confronti del premier. Una di loro ha spiegato ai cronisti le ragioni della protesta, “scaturita per le condizioni precarie in cui si trovano le scuole e per la presenza di rifiuti per le strade. Secondo le mamme ‘ribelli’, “Renzi dovrebbe venire a Scalea una volta al mese”.

“Oggi, per il suo arrivo, hanno pulito tutto, ma basta fare un giro per le vie periferiche di Scalea per capire il degrado che c’è”, hanno aggiunto le mamme, che non erano le uniche presenti alla contestazione. Diversi anche i precari della scuola, che a Skytg24 hanno denunciato: “Siamo disperati, prendevamo 800 euro al mese, ora neanche 400. Abbiamo famiglia, moriamo di fame”. Altri striscioni dei manifestanti attaccano invece la spending review, a causa della quale “dal 31 marzo io e la mia famiglia non avremo un futuro”. Secondo diversi quotidiani nazionali e locali, alla protesta parteciperebbero anche alcuni elettori di centrodestra.

Nel corso del suo intervento, una volta giunto nell’istituto, Renzi ha sottolineato come in Calabria “c’è una situazione difficile di criminalità”, che va contrastata “a partire da voi. La situazione in Calabria è molto difficile ed occorre un grande progetto di modernizzazione per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”. Ha aggiunto il premier: “Il compito del mio governo è mettere un pochino più soldi nella scuola e un po’ meno, mettendo i conti a posto, sui debiti”. Infine, ha spiegato di conoscere bene la questione dei precari della scuola, perché “mia moglie è un’insegnante precaria”.

Redazione online