Istruzione. Il Ministero Giannini oltre il tema dell’edilizia scolastica

Scuola (getty images)
Scuola (getty images)

La scuola è uno dei principali ambiti d’intervento del giovane governo Renzi, o almeno così sembra. Di certo il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca presieduto da Stefania Giannini porterà a termine prima dell’estate un intervento di riqualificazione edilizia che interesserà le scuole italiane da 3,5 miliardi di euro; sul piano della situazione critica dei docenti, invece, il MIUR a guida Giannini non è riuscito ad offrire particolari rassicurazioni ed ha fatto sapere che si lavora per elaborare un metodo di reclutamento che garantisca l’accesso al mondo dell’insegnamento, ma ulteriori notizie potranno arrivare in seguito al discorso in aula che la ministra ha in serbo per questo pomeriggio.

Sul tema della docenza proprio oggi, intanto, presso le commissioni Bilancio e Lavoro della Camera dei Deputati è stata approvata una risoluzione con cui si mette una toppa al tema degli insegnanti cosiddetti Quota 96, coloro che a causa della riforma Fornero si trovavano nell’impossibilità di accedere al pensionamento benché possedessero i requisiti. Proprio ieri i Quota 96 erano scesi in piazza sostenuti dal sindacato di base COBAS ed avevano richiesto una presa di posizione in merito alla loro situazione.

Altro caso controverso su cui il Ministero di Giannini è chiamato ad esprimersi è quello dell’Unar e della Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento omosessuale e l’identità di genere 2013/2014. La vicenda è salita agli onori delle cronache a seguito di una campagna mediatica avviata da testate di orientamento cattolico come Avvenire e Tempi sul tema dei controversi opuscoli intitolati “Educare alla diversità a scuola” che l’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali autorizzato dal governo, ha diffuso nelle scuole per sensibilizzare gli studenti rispetto al contrasto all’omofobia e agli stereotipi di genere. Sul tema si è espresso anche il cardinale Angelo Bagnasco, il quale ha parlato di “logica distorta e ideologica” che all’interno delle scuole alimenterebbero preconcetti sulla fede religiosa e sulla famiglia tradizionale. A prendere parola sul tema anche il sottosegretario all’istruzione, Gabriele Toccafondi – eletto in quota Nuovo Centrodestra, ha all’attivo una militanza in Comunione e Liberazione – con un’intervista rilasciata a Tempi in cui ha dichiarato: “Non si può usare la scuola così, come un campo di battaglia ideologico. Oltre al governo quindi tutti dovranno fare un passo in avanti per fermare questa invasione di campo”.

In risposta a queste vicende il governo ha attualmente sospeso la diffusione degli opuscoli dell’Unar senza offrire spiegazioni e non sono ancora state date rassicurazioni ufficiali in merito al ripristino della campagna all’interno degli istituti scolastici.

Su questo punto si sono espressi il Movimento 5 Stelle, il quale ha promosso un’interpellanza in sede di Parlamento per richiedere al governo una posizione chiara e Nichi Vendola, leader di Sel, il quale ieri ha twittato queste parole: “Da #Renzi e ministra Giannini mi aspetto parole chiare e atti conseguenti: #Unar continui sua battaglia di civiltà”. In precedenza avevano criticato la scelta del governo di marginalizzare sul web e tramite l’uso di password l’accesso agli opuscoli Unar le associazioni che lottano per i diritti dei cittadini Lgbt Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e M.i.t.

Nicoletta Mandolini