Riforme istituzionali. Delrio: Il sistema italiano è barocco. Sì a Senato di non eletti

Graziano Delrio (Getty images)
Graziano Delrio (Getty images)

Mentre nella week end il discorso politico è ruotato intorno alla polemica che ha interessato il presidente del Senato, Pietro Grasso, e il presidente del Consiglio, Matteo Renzi nel merito delle questioni relative alle riforme istituzionali, oggi sono le parole del sottosegretario Graziano Delrio ad essere oggetto delle cronache. Il renziano è intervenuto ieri sera alla trasmissione di Rai 3 “Che tempo che fa?” ed ha preso parola proprio sul tema della riforma del Senato che ieri Grasso aveva aspramente criticato e il premier aveva strenuamente difeso.

“L’Italia è l’unico paese che ha questo sistema barocche in cui una legge deve fare tre, quatto, cinque, sei passaggi prima di essere approvata”, ha affermato Delrio sostenendo in toto il programma di governo che, ha fatto capire, sarà portato avanti al di là delle critiche ricevute. “Il Senato diventerà come in Germania rappresentante delle autonomie locali”, ha continuato l’ex primo cittadino di Reggio Emila che, ha confermato quanto domandatogli dal conduttore Fabio Fazio, il quale ipotizzava una camera parlamentare composta da non eletti.

Delrio si è detto poi fiducioso in merito al risultato che il Partito Democratico potrà ottenere alle prossime consultazioni europee ed ha fatto sapere che, come sostenuto da Renzi durante l’intervento alla direzione nazionale del partito, il risultato è a suo avviso profondamente legato alla riuscita nel percorso di riforme che l’esecutivo ha intrapreso.

Alcune parole sono state poi pronunciate sul caso, particolarmente discusso, del taglio allo stipendio dei super-manager, tema sul quale aveva preso parola l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. “Ci devono essere regole uguali per tutti, chi lavora nelle aziende pubbliche deve avere un tetto”, ha affermato Delrio.

A rispondere a Delrio inserendosi nella polemica che ha interessato in queste ultime ore il Pd è stato poi Silvio Berlusconi, il quale ha detto: “Sulle riforme ci siamo, ma se sono una cosa seria e se il governo è in grado di portarle avanti le accetteremo. Non accetteremo pacchetti preconfezionati. Siamo pronti a fare le nostre proposte”.

 

Redazione online