Compravendita senatori, al processo vietate le riprese televisive

Silvio Berlusconi con il senatore Sergio De Gregorio nel 2008 (Getty Images)
Silvio Berlusconi con il senatore Sergio De Gregorio nel 2008 (Getty Images)

Telecamere vietate nei momenti più “caldi” del processo, in corso a Napoli, contro l’ex premier Silvio Berlusconi e l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola per la presunta compravendita dei senatori denunciata dall’ex Idv Sergio De Gregorio, il quale – come noto – ha pubblicamente ammesso di aver preso due milioni di euro in nero per passare al centrodestra nel 2007, quando faceva parte del partito di Di Pietro, componente della maggioranza che sosteneva il governo Prodi.

I giudici della prima sezione del tribunale di Napoli hanno letto stamattina un’ordinanza in cui ammettono la presenza delle telecamere soltanto nella parte iniziale del dibattimento. Spiegano i magistrati: “L’integrale ripresa televisiva delle dichiarazioni può incidere sullo stato d’animo del testimone e sulla genuinità e completezza delle sue propalazioni come dimostrato anche da pregresse esperienze in processi di analoga rilevanza anche mediatica”.

Nessuna censura al diritto di cronaca, secondo i magistrati, che ritengono sia comunque garantito dalla presenza in aula dei giornalisti.

Redazione online