Susanna Camusso (Getty Images)

Susanna Camusso (Getty Images)

Nell’ambito del congresso nazionale della Filt-Cgil, il segretario Cgil, Susanna Camusso intervenendo sul tema delle riforme al governo e sul tema del prepensionamento nella pubblica amministrazione ha sottolineanto che “quando il governo dice che si può pensare a prepensionamenti nella pubblica amministrazione si esercita una nuova drammatica rottura nel mondo del lavoro”, fra pubblico e privato.

La Camusso ha poi spiegato in merito alla restituzione degli 80 euro annunciata dal premier Matteo Renzi di essere “d’accordo sulla politica della restituzione fiscale ai lavoratori, ma non basta; va fatta anche ai pensionati poveri, anche al mondo dell’incapienza, ed è giusto partire dal punto più basso, invertire la gerarchia del lavoro dove la fatica è la meno retribuita”.

“Siamo d’accordo sul fatto che si ridia fiato a imprese attraverso l’Irap, attraverso la tassazione delle rendite finanziarie, ma non possiamo fare un passo più avanti? Visto che abbiamo bisogno di risorse per gli investimenti, si potrebbe andare alla tassazione dei grandi patrimoni?” ha poi aggiunto la segretaria della Cgil precisando che “la restituzione fiscale è importante perché rimette in moto la domanda, ma abbiamo bisogno anche di risorse per investimenti”.
“Dobbiamo sempre fermarci alla vigilia di una restituzione che non intacca chi ha ottenuto risultati positivi nella crisi a scapito di lavoratori e pensionati? Se facciamo questa cosa facciamola fino in fondo”, ha concluso la segretaria Cgil.

Ma il segretario della Cgil ha anche parlato dalla riforma del titolo V della Costituzione sottolineando che “se si dice che c’è il Senato delle autonomie deve essere il Senato delle autonomie, non che ci mettiamo un pò di gente così, a caso. Non si può fare una cosa giusta attraverso la riduzione dell’equilibrio dei poteri, perché è quello che dà il tasso di democrazia, il fatto che il luogo della decisione abbia contraltari che funzionano perennemente”.

“Non siamo tra chi dice che la Carta Costituzionale va bene così e che il sistema politico attuale sia perfetto. Noi pensiamo che sia giunta la stagione del superamento del bicameralismo perfetto e del Titolo V così come lo abbiamo conosciuto. Ma questo non vuol dire che si possa fare qualunque cosa sulla Carta Costituzionale, serve una cosa rigorosa, che dica quali obiettivi si hanno e dove si ripropone l’equilibrio dei poteri” ha poi aggiunto la Camusso affermando che “è giusto intervenire sul Titolo V” ma “senza esagerare, perché se tutto torna nella dimensione nazionale e non hai più una definizione del ruolo del territorio nelle politiche di sviluppo avremo dei problemi”.

La Camusso ha anche replicato alla proposta avanzata da Christine Lagarde, direttore del Fmi, in una intervista al Corriere della Sera riguardo ad un part-time senza restrizioni: “Bisogna smettere di immaginarsi modelli che in altre occasioni abbiamo visto che poi non funzionano. Ricordo ancora quando si parlava di modello irlandese che sembrava proposto a tutti, e adesso non viene più detto. Il part-time è sempre stato ed è uno strumento anche di occupazione perché diventa un punto di conciliazione delle politiche familiari”.

“Noi siamo un paese che oggi ha troppo part-time involontario, che spesso diventa anche part-time che non permette di avere redditi dignitosi” ha detto la Camusso che si è detta d’accordo con la critica mossa da Lagarde sul basso tasso di donne occupate in Italia rispetto alla media europea: “Sarebbe bene approvare la legge sulle dimissioni in bianco e riaffermare un principio di partenza di parità”, ha commentato Camusso.

Redazione

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