Arresto Cosentino: l’ex deputato non risponde al giudice

Nicola Cosentino (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Nicola Cosentino (Foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

L’ex deputato del Pdl ed ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi, Nicola Cosentino, arrestato il 3 aprile insieme ai suoi fratelli per estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Gip, durante l’interrogatorio di garanzia di ieri. L’ex deputato si è mostrato comunque disponibile a farsi interrogare dai magistrati dopo aver letto con attenzione gli atti dell’inchiesta che lo riguardano.

Nicola Cosentino e i fratelli Giovanni e Antonio sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Napoli avente ad oggetto la vendita di carburanti in provincia di Caserta. Secondo l’accusa i tre sarebbero responsabili di minacce aggravate dal metodo mafioso nei confronti di un imprenditore rivale dell’azienda di famiglia. La famiglia Cosentino è proprietaria di vari distributori di carburante e, sempre secondo i magistrati inquirenti avrebbe messo in agtto pratiche commerciali lesive della concorrenza.

L’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Nicola Cosentino e dei fratelli è stata eseguita dai carabinieri di Caserta su ordine dal gip di Napoli, che ah accolto la richiesta dei pm Antonello Arbituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio. Altre misure cautelari sono state emesse nei confronti di tredici persone, tra cui Pasquale e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, il boss del clan dei Casalesi.

Nicola Cosentino si era costituito a marzo dello scorso anno, dopo che erano state spiccate nei suoi confronti due ordinanze di custodia cautelare, una per concorso esterno in associazione camorristica e l’altra per corruzione e reimpiego illecito di capitali, aggravati dall’aver agito per agevolare il clan dei casalesi. Dopo un periodo di detenzione trascorso prima nel carcere di Secondigliano e poi agli arresti domiciliari, l’8 novembre scorso Cosentino era stato rimesso in libertà.

Redazione