Crisi economica: Draghi studia piano da 1.000 miliardi di euro

Mario Draghi (Getty Images)
Mario Draghi (Getty Images)

Nonostante la recessione in Europa sia tecnicamente finita, o stia perlomeno terminando, l’economia dei Paesi dell’euro arranca, tra disoccupazione alle stelle e inflazione che continua l’inesorabile discesa, rendendo sempre più vicino lo spettro della deflazione. Per uscire dalla stagnazione e contrastare l’inflazione troppo bassa, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi starebbe studiando un piano di stimolo all’economia dell’Eurozona con la messa in circolazione di 1.000 miliardi di euro di liquidità attraverso l’acquisto di bond. Il piano avrebbe la durata di un anno e prevederebbe dunque la messa in circolazione di 80 miliardi di euro al mese.

A dare la notizia di questo piano è stato il quotidiano tedesco Frankfürter Allgemeine Zeitung. Il giornale tedesco ha fatto riferimento ad alcune simulazioni che sarebbero state compiute dalla Bce per valutare gli effetti che una manovra simile avrebbe sulla bassa inflazione. In questo caso, stando alle indiscrezioni che circolano, la decisione sarebbe stata presa dal board della Bce all’unanimità, dunque anche i tedeschi avrebbero allentato le loro posizioni intransigenti su austerity e stimoli monetari all’economia.

Già nella conferenza stampa del 3 aprile, Draghi aveva espressamente dichiarato che la Bce è pronta a ricorrere a “misure non convenzionali” contro la bassa inflazione, annunciando quello tecnicamente si chiama “Quantitative Easing“.

“il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno anche ad avvalersi di strumenti non convenzionali. I principali comitati dell’Eurostistema continueranno a lavorare ai vari scenari che si presenteranno”, hanno confermato dalla Bce in seguito alle rivelazioni della Frankfürter Allgemeine Zeitung.

 Gli effetti del Quantitative Easing sull”inflazione, stando alle indiscrezioni sulle simulazioni, andrebbero da un modesto incremento dello 0,2% ad uno più consistente dello 0,8%. Bisogna però tenere conto anche degli effetti che una simile manovra potrebbe avere sul costo della vita nei Paesi dell’euro, già alle prese con povertà diffusa, disoccupazione estesa e salari bassi.

Al momento, stando agli ultimi dati di marzo, l’inflazione nell’Eurozona è allo 0,5%, mentre l’obiettivo fissato dalla Banca centrale europea è intorno al 2%.

L’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, ha definito “un fatto estremamente positivo” le nuove misure annunciate dalla Bce, aggiungendo che è auspicabile che “questa politica della Bce sostenga le economie reali”. “Sono convinto che il presidente Draghi si stia muovendo nella giusta direzione”, ha concluso.

L’economista Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha detto che con l’economia lenta , la ripresa fragile e un euro troppo forte, l’unica strada da intraprendere è quella di far risalire l’inflazione.

 

Redazione