Istat: ancora in calo il potere di acquisto delle famiglie. Coldiretti: consumi alimentari ai minimi dal 1981

Spesa al mercato (Foto: Christopher Furlong/Getty Images)
Spesa al mercato (Foto: Christopher Furlong/Getty Images)

L’Istat comunica che nel 2013 il reddito disponibile delle famiglie, in valori correnti, è cresciuto dello 0,3%. Un “modesto aumento“, spiega l’istituto di statistica, che segnerebbe un lieve segnale di ripresa. Il potere di acquisto delle famiglie, ovvero il reddito disponibile in termini reali, tuttavia è diminuito, segnando nel 2013 un calo dell’1,1%.

Un vero e proprio crollo quello del potere di acquisto che ormai continua inesorabile da anni e si riflette sulla spesa per i consumi finali, che nel 2013 è scesa dell’1,3%. Torna invece a salire la propensione al risparmio, che lo scorso anno è stata del 9,8%, in aumento dell’1,4% rispetto al 2012.

L’Istat informa che il livello complessivo del potere d’acquisto delle famiglie nel 2013 è il più basso dal 1995. Si tratta di un valore espresso in termini reali, cioè riferito al totale delle risorse delle famiglie italiane e non una media per nucleo familiare.

A questo proposito la Coldiretti denuncia il crollo dei consumi alimentari, che “sono tornati indietro di oltre 30 anni sui livelli minimi del 1981“. E’ questo, sottolinea l’associazione degli agricoltori, “l’effetto più eclatante della riduzione del potere di acquisto degli italiani”.

Redazione