Pedofilia, il sacerdote arrestato: “Sono finito e dispiaciuto”

Bambine giocano (Joe Corrigan/Getty Images)
Bambine giocano (Joe Corrigan/Getty Images)

Si dice “finito e dispiaciuto” don Giovanni Desio, il sacerdote 52enne titolare della parrocchia di Casal Borsetti, frazione di Ravenna, arrestato sabato scorso con l’accusa gravissima di pedofilia. A riferirlo è il suo legale, Enrico Maria Saviotti, che lo ha incontrato oggi nel carcere di Port’Aurea di Ravenna. L’avvocato ha poi sottolineato che dovrà rinunciare al suo incarico, in quanto è anche portavoce della Curia ravennate.

Nell’ordinanza d’arresto firmata dal gip Rossella Materia, don Giovanni Desio è descritto come “figura con spiccata spregiudicatezza e capacità a delinquere con totale assenza di freni inibitori”. Già in passato, il sacerdote era stato oggetto di polemiche per un incidente stradale, in seguito al quale era risultato positivo all’alcoltest, e per alcuni versi ritenuti ‘licenziosi’ pubblicati qualche anno fa.

Intanto, l’arcivescovo di Ravenna, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha fatto sapere di aver sospeso il sacerdote da tutti gli incarichi ecclesiastici, rimarcando: “I fatti sono gravissimi. E’ vero che c’erano state polemiche dopo l’incidente, tuttavia non mi potevo certo aspettare nulla di quanto accaduto. Chiederemo un momento di preghiera per le vittime e le loro famiglie. E anche per don Giovanni, perche’ per lui c’è la necessità di recuperare un percorso normale. Siamo di fronte a un peccato dal punto di vista morale e a un reato dal punto di vista penale, oltre che a un disturbo di qualche tipo perché certamente occorre curare una persona così”.

Intanto, si apprende che l’ordinanza di custodia cautelare in carcere si sarebbe resa necessaria per un pericolo di reiterazione del reato e che sarebbero quattro o cinque i bambini vittime delle ‘attenzioni’ del sacerdote.

Redazione online