Processo Pistorius: l’atleta parla per la prima volta in aula

Oscar Pistorius (Getty images)
Oscar Pistorius (Getty images)

Si è svolta oggi a Pretoria l’udienza del processo a carico di Oscar Pistorius, accusato dell’omicidio premeditato dell’ex fidanzata Reeva Steenkamp nella notte del 14 febbraio 2013.
Per la prima volta, l’ex atleta è intervenuto in aula e ha parlato della morte di Reeva di fronte al giudice Thokozile Masipa rigettando i tre capi d’accusa, quello dell’omicidio, l’uso di armi in luogo pubblico e la mancata denuncia di altre armi da fuoco presenti in casa.
La testimonianza dell’atleta è stata trasmessa in diretta live.

“Mi scuso con la famiglia di Reeva, volevo solo proteggerla. Tutte le mattine quando mi sveglio, siete le prime persone a cui penso, le prime per cui prego: non posso immaginare il dolore, la tristezza e il vuoto che ho causato a voi e alla vostra famiglia” ha detto Pistorius palesemente commosso raccontando poi come e perché ha ucciso la sua fidanzata e ribadendo di aver scambiata Reeva per un intruso.

A differenza di quanto sostiene l’accusa, ovvero che Pistorius abbia ucciso la modella per un impeto di rabbia, l’atleta rispondendo alle domande del suo avvocato difensore, ha assicurato che la giovane “si sentiva amata” e che quella tragica notte andò a dormire certa di questo sentimento.
Pistorius ha anche parlato di come ha vissuto in questo ultimo anno: “Ho paura di dormire, ho incubi terribili su quelli che successe quella notte. Sento l’odore del suo sangue, mi sveglio e sono terrorizzato”, ha detto Blade runner, ammettendo di prendere di aver bisogno di sonniferi per dormire da quel giorno.

Ma oltre al racconto di quella tragica notte, Pistorius ha parlato anche della sua vita e della sua disabilità: “Sono nato con un difetto, ero privo delle tibie da entrambi i lati: fui amputato a 11 mesi, ho avuto le mie prime protesi a 13 e ho camminato a 17”.
Parlando del suo handicap, l’atleta ha anche ricordato il rapporto molto forte che lo legava a sua madre, morto quando era solo un adolescente e che lo ha sempre incoraggiato nella sua passione:  “Non voleva che la mia disabilità mi fermasse”.

Ma non solo Pistorius ha tenuto anche a precisare che sua madre  aveva molte paure, tra cui quella che qualcuno si introducesse in casa: “Mio padre spesso non era in casa alla notte, lei aveva paura e a volte chiamava la polizia. Dormiva con un’arma da fuoco sotto il cuscino, ma io non voglio più toccare un’arma” afferma l’atleta 27 enne.

Redazione

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