Emergenza carceri, già 39 decessi dall’inizio dell’anno

Carcere (Getty Images)
Carcere (Getty Images)

39 decessi dall’inizio dell’anno, dei quali undici suicidi, due morti nell’ultima settimana, entrambe da accertare, un detenuto vittima di un violento pestaggio a Padova: questi i numeri di un’emergenza senza fine, quella dei penitenziari italiani, nonostante l’approvazione dei recenti provvedimenti riguardanti la messa in prova. Sono dati che invitano a una riflessione seria quelli riguardanti la situazione carceraria.

Venerdì scorso, Fabio Giannotta, di 37 anni, è deceduto nel carcere di Civitavecchia. Si trattava di un giovane con una serie di problemi psichici e di tossicodipendenza, che attendeva la decisione circa un eventuale trasferimento in una comunità terapeutica. Due giorni dopo, al carcere Pagliarelli di Palermo, è deceduto un altro giovane uomo, Vito Bonanno, detenuto in attesa di primo giudizio; il referto medico parla in maniera generica di arresto cardiocircolatorio.

In poche ore, nel penitenziario Due Palazzi di Padova, si sono resi necessari due ricoveri, con entrambi i detenuti che lottano tra la vita e la morte. Il primo è un 60enne rumeno, vittima di un pestaggio; spiega il sindacato di polizia penitenziaria Sappe: “Il grave episodio accaduto domenica mattina nel carcere di Padova, dove due detenuti sono venuti alle mani per una banalità (la restituzione di un secchio), conferma l’alto indice di tensione che permane nei penitenziari italiani”.

Nel pomeriggio di domenica, invece, un altro rumeno, di 26 anni, aveva provato a impiccarsi nella sua cella, venendo salvato dall’intervento dei suoi compagni di cella. Anch’egli è ora ricoverato in fin di vita. Nessuna connessione sembra esserci tra i due episodi.

Dal carcere di Treviso, infine, una ‘buona notizia’: è uscito da qualche settimana ed è scaricabile online un disco realizzato dai detenuti della casa circondariale, che in precedenza avevano anche partecipato a un laboratorio di scrittura creativa. L’album è ascoltabile anche in diversi locali della provincia di Treviso che hanno deciso di aderire a un’iniziativa di sensibilizzazione promossa da alcune associazioni.

Redazione online