Ucraina, situazione esplosiva nell’est del paese: riunione di emergenza dell’Onu

Barricate filo russe a Slavyansk (Getty images)
Barricate filo russe a Slavyansk (Getty images)

L’Ucraina dell’Est è lo scenario di un’operazione antiterrorismo lanciata ieri dal Governo ucraino al termine di un consiglio di sicurezza che si è svolto sabato sera.
L’operazione militare che ha preso il via nella città di Sloviansk, dove negli scontri tra forze speciali e attivisti, si sono registrati almeno 4 morti e numerosi feriti si estenderà su larga scala.

Il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov, in un discorso alla nazione ha accusato la Russia di condurre una guerra e ha lanciato un ultimatum agli attivisti filorussi: “E’ stato versato il sangue nella guerra che la Russia conduce contro l’Ucraina. Il consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa – ha poi annunciato Turcinov- ha preso la decisione di lanciare una operazione antiterrorismo su larga scala con l’uso delle forze armate”.

Intanto a Sloviansk, i manifestanti filorussi controllano le loro barricate davanti al comando di polizia e la sede dei servizi segreti occupati e si attende un bagno di sangue.
Anche a Donetsk, il governatore Serghiei Taruta ha annunciato l’introduzione del regime antiterroristico, in relazione all’operazione minacciata ieri da Kiev allo scadere stamane dell’ultimatum ai filorussi che hanno occupato vari edifici pubblici nell’Ucraina dell’est. Oggi tutti gli istituti scolastici della città rimarranno chiusi.

Immediata la replica della Russia che ha condannato l’uso dell’esercito. Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha poi fatto sapere che intende portate la questione della crisi nel sud-est ucraino al Consiglio di sicurezza dell’Onu e all’Osce per una discussione urgente.

Intanto aleggiano i timori di una guerra civile nel paese, ipotesi che era stata avanzata all’indomani dell’annessione della Crimea alla Russia. Da Rostov, in Russia, è intervenuto il presidente deposto Viktor Ianukovitch che ha affermato che “in Ucraina è iniziata una guerra civile”.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dopo un appello al dialogo lanciato ieri dal segretario Ban Ki Moon, ha indetto una riunione di emergenza a porte chiuse in serata nella sede del Palazzo di Vetro a New York.
Nel corso della riunione, il vice segretario generale Onu per gli affari politici, Oscar Fernandez Taranco, ha affermato che la situazione nel Paese “è più esplosiva che mai”, sottolineando che la Russia fronteggia il rischio di un allargamento della crisi nell’ex repubblica sovietica.

Ieri è giunta al ferma condanna del segretario di Stato americano John Kerry che ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli esteri usso, minacciandolo di ulteriori sanzioni laddove la Russia non prenderà “misure per ridurre la tensione nell’Ucraina orientale e non ritirerà le sue truppe dal confine”. Quello delle truppe russe stipate al confine dell’Ucraina è un tema respinto dalla Russia che ha dichiarate false le immagini diffuse dalla Nato sulle truppe militari ai confini: la Russia infatti ha smentito la Nato sottolineando che le truppe ai confini con l’Ucraina sono sul posto da 8 mesi e non dal mese di marzo come sostiene la Nato.

Tuttavia il segretario dell’Alleanza Atlantica Anders Fogh Rasmussen ha ribadito la forte preoccupazione per “l’aumento della tensione nell’Ucraina orientale” sostenendo che è in corso “una campagna di violenza concertata dai separatisti pro-Russia, che puntano a destabilizzare l’Ucraina come stato sovrano. La ricomparsa di uomini con armi speciali russe e uniformi anonime, come quelle indossate dalle truppe russe durante la presa illegale e illegittima della Crimea, è un grave sviluppo”.

Nell’ambito della riunione dell’Onu, sulla questione delle truppe russe l’ambasciatore britannico, Mark Lyall Grant avrebbe confermato che le immagini satellitari mostrano la presenza di 35.000-40.000 soldati russi alla frontiera con l’Ucraina.
Lyall Grant ha poi accusato la Russia di rendersi responsabile di aggressioni ed intimidazioni.
Mentre l’ambasciatrice americana, Samantha Power ha detto che “i media russi stanno diffondendo notizie da fiction, dobbiamo tornare a focalizzarci sui fatti. Siamo bombardati dalla propaganda mentre il popolo ucraino si confronta con la violenza”. La Power ha ribadito che gli Stati Uniti sostengano “il principio fondamentale che il futuro dell’Ucraina deve essere determinato dal suo popolo”.

L’ambasciatore russo, Vitaly Churkin ha invece replicato che “ci sono cittadini di origine russa in pericolo in Ucraina per il rischio di ritorsioni nei loro confronti, e pertanto è necessario garantire la loro tutela. In poche ore la situazione potrebbe volgere al peggio”.
Mentre l’ambasciatore di Kiev ha invece detto che “nell’est dell’Ucraina non ci sono gruppi di manifestanti pacifici, come la Russia sta cercando di far credere, ma ci sono gruppi di terroristi. Nell’area orientale del Paese vengono applicate le stesse tecniche che sono state usate in Crimea, ma non lasceremo che si ripeta lo stesso scenario”.

La Cina ha invece confermato il suo orientamento neutralista dicendosi tuttavia “profondamente preoccupata per la situazione in corso, e rinnova l’invito a trovare una soluzione alla crisi attraverso i canali diplomatici e del negoziato”.

Redazione

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