Post sulla Shoah di Grillo. Currò (M5S): prendere le distanze

Il logo del M5S (Getty Images)
Il logo del M5S (Getty Images)

Il post che Beppe Grillo ha pubblicato ieri sul suo blog, riscrivendo la poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo”, per condannare la corruzione e i mali atavici dell’Italia, e manipolando la storica foto del cancello del campo di concentramento di Auschwitz con la scritta “Arbeit Macht Frei” cambiata in “P2 Macht Frei” ha suscitato un profluvio di polemiche e la reazione profondamente sdegnata della comunità ebraica, che ha parlato di “infame provocazione” da parte di Grillo, che “solletica i più bassi sentimenti antisemiti e cavalca il malcontento popolare che si addensa in questi tempi di crisi”.

La manipolazione dei simboli della Shoah, che portano con sé la memoria di una tragedia indicibile che ha lasciato una ferita molto profonda in tutta l’umanità, è stata forse la scelta più azzardata fatta finora da Grillo nella sua quotidiana e veemente critica contro lo status quo e i mali della politica italiana. Una scelta di grave portata, che pur nella condanna dei mali di un Paese rischia di banalizzare la tragedia dell’Olocausto. E infatti, il presidente dell’Ucei, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, ha accusato Grillo di “profanazione criminale del valore della memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti” e ha definito il suo post “un’oscena banalizzazione di uno dei più gravi crimini contro l’umanità che siano mai stati commessi”.

Oltre alla dura condanna da parte della comunità ebraica e alle critiche piovute da diverse parti della politica: Alessandra Moretti del Pd ha parlato di “vergognoso oltraggio alla memoria”, mentre Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato, di “fascismo di stampo nazista”. Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, dedica a Beppe Grillo l’editoriale di oggi dandogli platealmente del “cretino”.

Anche all’interno del Movimento 5 Stelle ci sono però i distinguo e le prese di distanza dall’ultima uscita del leader carismatico del Movimento. Intervistato da Repubblica, il deputato a 5 Stelle Tommaso Currò è stato netto: “Bisogna prendere le distanze dal post di Grillo perché resti agli atti, perché sia messo agli atti della storia. Io non ci sto. Su queste cose non si può giocare“, ha sottolineato il deputato. “Innanzitutto quella foto, la scelta di storpiare l’immagine dell’ingresso di Auschwitz. Di taroccare la scritta. Già questa è un’offesa alla memoria – ha affermato Currò -. Bisogna avere chiaro che c’è una sacralità che non va scalfita per quattro punti percentuali in una campagna elettorale“.

Un leader politico non può permettersi tutto – ha detto il deputato -. Vanno bene le battute, ma ci sono cose che hanno un tale portato di dolore, vicende che rappresentano ferite ancora così aperte, che un vero leader politico deve mostrare in questi casi la propria caratura”.

Redazione