Boxe: morto Rubin Carter, Bob Dylan gli dedicò una canzone

L'ex pugile Rubin "Hurricane" Carter (Paul Kane/Getty Images)
L’ex pugile Rubin “Hurricane” Carter (Paul Kane/Getty Images)

Si è spento il 20 aprile all’età di 76 anni l’ex pugile statunitense Rubin Carter, noto con il celebre soprannome di Hurricane, a cui il cantautore Bob Dylan dedicò la celebre omonima canzone. Afroamericano e attivo nella boxe come peso medio tra il 1961 e il 1966, Carter fu al centro di un controverso caso giudiziario che lo portò in carcere per 19 anni con l’accusa di triplice omicidio, stroncando la sua carriera di pugile. Hurricane fu condannato a due ergastoli per l’uccisione di tre persone durante una sparatoria. Ma la condanna fu al centro di un’aspra contestazione pubblica, in quanto ritenuta motivata esclusivamente dalla discriminazione razziale. In seguito alla ritrattazione di alcuni testimoni, Carter venne scarcerato nel 1985, infine nel 1988 caddero ufficialmente tutte le accuse contro di lui.

Nel 1999 un film con Denzel Washington, “Hurricane-Il grido dell’innocenza”, ha raccontato la storia di Rubin Carter, che nel frattempo era diventato un attivista a tutela dei detenuti. Il pugile aveva avuto numerosi precedenti penali per violenza e rapine, ma allo aveva sempre sostenuto la sua innocenza in merito al triplice omicidio per cui era stato accusato e poi condannato. “Non sono uno stinco di santo, ma non ho mai ammazzato nessuno”, ha scritto nella sua autobiografia “16° Round”. E’ stato proprio dopo aver letto l’autobiografia di Carter e averlo incontrato in carcere, che nel 1975 Bob Dylan scrisse per lui la ballata “Hurricane”.

Rubin Carter è morto a Toronto, in Canada, per un cancro alla prostata.

Redazione