Obama in visita a Seul preoccupato per le minacce della Corea del Nord

Barack Obama (Getty images)
Barack Obama (Getty images)

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sta effettuando in queste ore una visita di due giorni in Corea del Sud. Parlando a Seul di fronte all’esercito statunitense di stanza in Corea, l’inquilino della Casa Bianca non ha potuto evitare di incentrare il proprio discorso sulle criticità che caratterizzano la politica internazionale e i rapporti tra stati vicini a quelle latitudini. L’interesse di Obama è andato quindi all’annosa questione della Corea del Nord, nazione definita dal presidente USA “reietta” e duramente criticata nell’intervento di Seul.

Secondo Obama l’azione politica di Pyongyang sarebbe così meschina che l’attuale governo nordcoreano “lascerebbe nella fame il suo popolo piuttosto che alimentarne le speranze e i sogni”. Le costanti invettive retoriche pronunciate dall’imperatore Kim Jong-un – l’ultima delle quali è stata effettuata ieri in occasione della festa per l’anniversario della fondazione dell’esercito – sarebbero da considerarsi una minaccia per tutti gli stati vicini, Cina compresa.

Obama e il suo omologo sudcoreano,  Park Geun-hye, hanno dato come estremamente probabile un nuovo test nucleare da parte di Pyongyang. Si tratterebbe, nel caso il governo della Corea del Nord dovesse mantenere le promesse fatte, del quarto esperimento atomico intrapreso dallo stato dopo gli episodi del 2006, del 2009 e del 2013.

 Intanto è stata battuta dalle agenzie internazionali la notizia del fermo di un cittadino americano. La comunicazione è stata data dallo stesso regime nordcoreano, il quale ha affermato di aver tratto in arresto  il ventiquattrenne Miller Matthew Todd, accusato di aver avuto un “comportamento aggressivo” mentre si trovava sul territorio.

 

Redazione online