Renzi ospite della Annunziata a “In 1/2 ora”: le dichiarazioni

Matteo Renzi al Senato (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi al Senato (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

 

Matteo Renzi è stato ospite a “In 1/2 ora”, la trasmissione di Rai Tre condotta da Lucia Annunziata. Commentando la dichiarazione di Berlusconi (“Non volevo offenderlo – ha detto riferito all’episodio del 2003 all’Europarlamento con Martin Schulz – ma apriti cielo perché i tedeschi, per loro, i campi di concentramento non sono mai esistiti. I campi di Katyn, invece, sì; quelli tedeschi, no”) il premier ha paragonato i suoi due principali avversari politici: “La frase in quanto tale è sbagliata e inaccettabile, così come era inaccettabile e vergognosa la frase di Grillo sulla shoah. Berlusconi e Grillo sono facce della stessa medaglia sono in campagna elettorale e non sono interessati alla frase in se ma alla loro ripercussione”.

Sui conti pubblici Renzi prova a rassicurare tutti dicendo: “Altro che coperte, per le misure c’è un piumone. Padoan è stato molto rigoroso e tutte le previsioni sono state abbassate, io gli sono grato. Il rigore dei conti pubblici italiani non ha paragone, i dati alla fine miglioreranno, avremo sorprese in positivo non in negativo”.

Sulle riforme, il premier dice: “Non discuto il pit stop ma non è la prima volta. La cosa che sento dire dai cittadini è ‘non mollare e non ti scoraggiare’ come se fosse chiaro il tentativo di cambiare le cose mentre c’è una palude di sabbie mobili che ti vuole inghiottire”.

Mentre sui rapporti con le altre forze politiche, e in particolare Berlusconi, “sarei disonesto se dicessi che qualcosa non è accaduto. Berlusconi ha messo un paletto negativo poi l’ha recuperato e ha detto: ‘Sono le nostre riforme’. Ha chiesto di cambiare alcune cose, io credo che sia legittimo ascoltare Berlusconi, Grillo e chiunque dica la sua. Anche la minoranza Pd che abbiamo ascoltata più volte. Sono tanti mondi e realtà diverse e ho grande rispetto”.

Il punto sul quale si sta concentrando la mediazione sulle riforme è “la linea di fondo che i consiglieri individuano al proprio interno quale consigliere regionale va al Senato”. Renzi comunque si dice fiducioso che entro il 25 maggio la riforma del Senato ottenga il via libera in prima lettura, ma “non mi impicco alla data. Una parte delle forze politiche a partire da Berlusconi sostiene che se Renzi porta a casa le riforme gode di un consenso elettorale: se la preoccupazione è elettorale che si prendano pure una una settima in più. L’importante è che si facciano”.

A proposito delle imminenti elezioni europee, Renzi non vuole dare troppo peso ai numeri: “I leader seri non si preoccupano dei sondaggi: non mi interessa come finisce, io penso che il Pd prenderà più voti dell’ultima volta e sarà il primo partito ma non sono ossessionato da questo. A chi vota Grillo dico: va bene ma ditegli di smettere di urlare e di venire a dare una mano per cambiare l’Italia. A me viene il dubbio che Grillo forse è il più furbo di tutti, anzi si levi il forse, e considera tutti spettatori costanti del suo show. Lui ironizza sugli 80 euro che sono due biglietti per il suo spettacolo ma ad una mamma possono far comodo”. E sulle sorprese che è abituato a riservare Berlusconi in compagna elettorale “tutte le volte si parte con i risolini e poi non si sa dove va”.

Al mattino il premier ha partecipato con la moglie Agnese alla cerimonia di canonizzazione dei due Papi, a proposito della quale ha detto: “Prima il dovere poi il piacere: come dovere, devo dire che l’aspetto organizzativo da parte dello Stato ha retto una macchina imponente tranne qualche piccolo disagio. Poi da rappresentante istituzionale e da credente è stato particolarmente bello, la delegazione italiana era per Giovanni XXIII perchè italiano ma con Giovanni Paolo II ho fatto molte esperienze, a Tor Vergata ero tra i Papa boys”.

‘Sono stato un Papa Boys’ – Un passaggio il premier lo dedica alla canonizzazione dei due Papi, cui ha partecipato con la moglie Agnese: “Prima il dovere poi il piacere: come dovere, devo dire che l’aspetto organizzativo da parte dello Stato ha retto una macchina imponente tranne qualche piccolo disagio. Poi da rappresentante istituzionale e da credente è stato particolarmente bello, la delegazione italiana era per Giovanni XXIII perchè italiano ma con Giovanni Paolo II ho fatto molte esperienze, a Tor Vergata ero tra i Papa boys”.

 

Redazione