Afragola: madre uccide figlio disabile e poi tenta il suicidio

Polizia (Getty Images)
Polizia (Getty Images)

Ad Afragola nella provincia di Napoli si è consumata un’ennesima tragedia scaturita con molte probabilità da una condizione esistenziale di forte disagio sociale, disperazione ed emarginazione.

Infatti, una donna di 58 anni, Maria Di Palo ha ucciso questa mattina suo figlio disabile di 23 anni, Mirco Gatti, preso a martellate e poi sgozzato con un grosso coltello da cucina.
La donna che ha poi provato a suicidarsi procurandosi delle ferite all’addome e al collo è stata ricoverata in condizioni critiche all’ospedale San Giovanni di Dio a Frattamaggiore.

Il ragazzo soffriva di gravi problemi di salute dopo un’asfissia perinatale che ne ha danneggiato le funzionalità motorie e cerebrali sin dalla nascita.
Intanto davanti alla palazzina di due piani situata in via Guglielmo Pepe ad Afragola si è riunita una folla di curiosi, mentre la procura presso il tribunale di Napoli nord ha aperto un’indagine.

Secondo le testimonianze di alcuni vicini visibilmente scossi dalla tragedia, riportate dal quotidiano di Napoli Il Mattino, la vittima era un ragazzo mite che non dava problemi mentre la madre era amorevole.
In base ai racconti forniti alla polizia il ragazzo non ha mai dato grossi problemi anche se ai servizi sociali del Comune risulterebbe una segnalazione risalente al 2010 per manifestazioni di aggressività in famiglia.
Recentemente però sembra che la donna, da tempo separata dal marito, abbia mostrato qualche segnale di cedimento nervoso e pertanto sembra che la tragedia che si è consumata sia da riportare sul piano di un raptus di follia e non su quello di un gesto premeditato.
Al momento dell’accaduto non era presente la sorella del giovane.

Redazione