Tifo violento, parla Antonino Speziale: “Mi spiace per famiglia Raciti, io innocente”

L'omaggio a Raciti sul luogo del suo decesso (Marco Di Lauro/Getty Images)
L’omaggio a Raciti sul luogo del suo decesso (Marco Di Lauro/Getty Images)

Dopo le polemiche scaturite dalla presenza allo stadio di Gennaro De Tommaso, che ha interloquito con il capitano del Napoli Marek Hamsik, prima della finale di Coppa Italia tra i partenopei e la Fiorentina, è intervenuto oggi Antonino Speziale, il giovane condannato in via definitiva a otto anni per la morte di Filippo Raciti, l’agente di polizia deceduto a Catania in degli scontri tra opposte tifoserie nel febbraio 2007.

Il tifoso napoletano che ha “trattato” con il capitano della squadra indossava infatti una maglia inneggiante alla libertà per Speziale, che oggi si è detto “addolorato per la famiglia Raciti”, tornando però a proclamarsi innocente e aggiungendo: “Voglio gridarlo a tutto il mondo”. Sono in molti, nel mondo ultras, a reclamare la libertà per Antonino Speziale, ritenendo che a uccidere l’agente Raciti non sia stato, come sostenuto dall’accusa nel processo contro il ragazzo, all’epoca dei fatti minorenne, un oggetto contundente.

Nel frattempo, la vedova Raciti, Marisa Grasso, è tornata a parlare di quanto avvenuto sabato, intervistata da Skytg24: “Un soggetto del genere, che indossa quella maglietta, deve essere subito arrestato. Ovviamente sono favorevole al Daspo a vita e mi auguro che lo diano anche a chi ha ucciso mio marito quando uscirà dal carcere. Questo soggetto è stato arrestato o è un libero cittadino, che magari può rilasciare interviste? Se così fosse, abbiamo toccato veramente il fondo”.

Redazione online