Ucraina, scontri a Sloviansk: tra le vittime anche dei civili. Russia: “A rischio la pace in Europa”

Miliziani filo russi (Getty images)
Miliziani filo russi (Getty images)

La sensazione di paura trapelata questa mattina dagli abitanti di Sloviansk che temevano un’offensizva dell’esercito ucraino che circondava la cittadina ad est dell’Ucraina, considerata una delle roccaforti dei separatisti filorussi, è stata confermata dagli scontri che si sono registrati oggi tra insorti filorussi e i militari.
Secondo il ministero dell’interno ucraino tra le vittime ci sarebbero anche molti civili e le autorità ucraine accusano i ribelli di usare la popolazione come “scudi umani” e che secondo alcune testimonianze gli insorti gli avrebbero minacciati di dar fuoco alle loro abitazioni.

In base a quanto ha dichiarato Igor Strelkov, il comandante delle forze di autodifesa filorusse del sud-est, una decina di persone, tra cui civili, sono stati uccisi ad un checkpoint dei filorussi preso d’assalto dai militari nel corso dell’operazione lanciata contro i separatisti e che ha provocato uno scontro a fuoco con le forze dell’esercito governativi e i separatisti,

“Abbiamo subito delle perdite, circa dieci persone sono state uccise, compresi civili, e 20-25 persone sono rimaste ferite” ha detto Strelkov.

Mentre il ministro dell’interno ucraino, Arsen Avakov, ha riferito che 4 soldati sono stati uccisi e una trentina sono rimasti feriti nei combattimenti contro gli insorti di Sloviansk.

Al momento, lo scontro è ancora in atto, secondo quanto ha detto Avakov, che ha poi aggiunto che “il numero delle vittime è in corso di verifica incrociata”.
Il capo della Guardia Nazionale, Stephan Poltorak ha denunciato che gli avversari “sono ben addestrati e ben attrezzati. Stanno facendo di tutto per costringerci a usare le armi pesanti, – ha poi aggiunto Poltorak-ma non lo faremo per risparmiare la popolazione civile”.

Alla vigilia delle elezioni presidenziali in Ucraina attese per il 25 maggio, s’inaspriscono le relazioni diplomatiche tra Russia e Ucraina che si scambiano le accuse sulle responsabilità per l’instabilità nell’Ucraina dell’est.
Dal canto suo, la Russia ha addirittura lanciato un monito all’Occidente e avanzando delle richieste alla comunità internazionale per una reazione alle azioni dell’Ucraina considerate una violazione dei diritti umani, ha minacciato che “ci saranno conseguenze distruttive per la pace, la stabilità e lo sviluppo democratico dell’Europa”.
E’ stato consegnato il “Libro Bianco” al presidente russo Vladimir Putin sulle violazioni dei diritti umani in Ucraina che sarebbero stati commessi nel periodo compreso tra fine novembre 2013 e fine marzo 2014. E secondo il Governo russo, “i fatti riferiti nel rapporto rendono possibile dire che in Ucraina violazioni gravi dei principi e delle norme fondamentali della tutela dei diritti umani sono diventati di massa”.
Da parte sua invece, il presidente ad interim ucraino invece parla di una vera e prorpia “guerra” e ha lanciato l’allarme su possibili “provocazioni” di agenti russi in vista della festa della vittoria patriottica, che si terrà il prossimo 9 maggio.

DIPLOMAZIA– La tenuta dell’equilibrio diplomatico sembra minacciato dallo svolgersi della situazione in queste ultime ore: infatti, dopo il fallimento dell’accordo del 17 aprile, il prossimo 7 maggio, il presidente dell’Osce dovrebbe recarsi a Mosca e secondo alcune indiscrezioni l’ipotesi era di organizzare un nuovo incontro con la Russia e l’Ucraina per riprendere le trattative.

La Commissione Europea incontrerà il governo di Kiev il prossimo 13 maggio a Bruxelles durante il quale potrebbe essere affrontato anche il tema dei possibili risvolti economici della situazione, che minaccia di colpire anche la debole riprese dell’economia dell’Unione Europea.

Infatti il commissario pro-tempore agli Affari economici Siim Kallas ha dichiarato che “nel peggiore degli scenari la crisi ucraina può avere un impatto sulla crescita europea… alcuni Paesi potrebbero essere toccati di più, altri di meno” [in base all’intensità e importanza dei legami economici con la Russia: si prevedono maggiori sanzioni o cosa?].

Mosca starebbe tentando una mediazione con Kiev ed i rappresentanti delle zone contese nell’est dell’Ucraina, ma lo stesso viceministro degli Esteri russo Grigory Karasin afferma che “sembra che senza un aiuto esterno le autorità di Kiev non siano in grado di stabilire un dialogo”.

Redazione

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