Stamina, Regione Lombardia cerca medici disposti ad applicare il metodo

Il Pirellone (Getty Images)
Il Pirellone (Getty Images)

All’ombra del Pirellone si consuma l’ennesimo colpo di scena nella controversa vicenda riguardante l’applicazione del metodo Stamina. Nelle scorse ore, infatti, il vicepresidente della Regione Lombardia ed assessore alla Salute, Mario Mantovani, ha fatto sapere che è stato scritto “a tutti i dirigenti delle aziende ospedaliere lombarde chiedendo se c’è qualche medico disponibile a fare le infusioni” secondo la procedura Stamina.

Una scelta che arriva dopo lo stop alle infusioni dato ieri dagli Spedali Riuniti di Brescia, che attraverso il direttore generale Ezio Belleri, ha parlato di “una giornata molto difficile”, non chiudendo comunque definitivamente alla disponibilità data da Marino Andolina, medico e collaboratore di Davide Vannoni, a eseguire personalmente le infusioni.

Ma le parole di Mantovani hanno provocato l’immediata reazione dell’associazione Luca Coscioni, contraria da sempre al metodo, che ha invitato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a intervenire “per fermare questa iniziativa e mostrare rispetto per gli Spedali Civili di Brescia”. Contro quanto affermato dall’assessore lombardo, le cui parole “rischiano di riportare confusione e alimentare ancora una volta le illusioni”, anche Angelo Capelli, esponente del Nuovo Centrodestra in Commissione Salute della Regione Lombardia.

E un duro attacco arriva anche da Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione sanità del Senato: “Non si capiscono le ragioni della sua proposta quando il codice di deontologia medica vieta ai medici di somministrare sostanze segrete o la cui sicurezza ed efficacia non sia stata comprovata scientificamente”.

Redazione online