Ucraina: una trentina di morti tra i filorussi e 48 dispersi ad Odessa

Ucraina (Getty images)
Ucraina (Getty images)

I combattimenti che si sono svolti ieri tra separatisti filorussi e l’esercito ucraino nell’est dell’Ucraina hanno provocato il decesso di oltre trenta miliziani filorussi e decine di feriti.
E’ il funesto bilancio comunicato dal ministro degli interni ucraino Arsen Avakov sul suo profilo Facebook, confermando in parte il numero reso noto dalle forze separatiste.

Ma il bilancio deve anche considerare che dallo scorso sabato 2 maggio, dopo gli scontri e il tragico rogo alla Casa di Sindacato ad Odessa in cui sono morti una quarantina di filorussi, mancano all’appello 48 persone secondo quanto hanno riferito alcune emittenti televisive ucraine.
La direttrice del dipartimento protezione sociale di Odessa, Olena Kitaiska, ha reso noto che una parte dei dispersi potrebbe essere tra la ventina di cadaveri non ancora identificati, e che l’altra parte potrebbe essere tra le persone arrestate dalla polizia.
Il bilancio al momento ufficiale degli scontri ad Odessa registra 46 morti e 200 feriti.
Intanto nel paese regna un clima di terrore e all’aeroporto di Donetsk, una delle principali regioni dove è molto forte la protesta separatista filorussa, sono stati sospesi temporaneamente i voli, secondo una decisione presa dalle autorità ucraine dell’aviazione civile.

Sul fronte internazionale cresce il timore di una nuova guerra fredda con la Russia e quello di una guerra civile nel paese.
Infatti, il presidente francese François Hollande ha spiegato che se non si tenessero le elezioni presidenziali ucraine il 25 maggio “sarebbe il caos e la guerra civile”.
In un’intervista rilasciata alle emittenti BFMTV e RMC, Hollande ha detto di aver avuto un contatto indiretto con il presidente russo Vladimir Putin al quale avrebbe ribadito la necessità delle elezioni.
Hollande ha poi sottolineato che “la pressione deve essere esercitata dall’intera Europa ma non deve impedire all’Ucraina di scegliere il proprio destino. Gli europei devono essere coerenti. L’Europa è capace di portare un messaggio semplice ed unico con un mezzo di pressione sufficiente? La Francia e la Germania – ha poi assicurato Hollande – sono sulla stessa linea”.

Redazione

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