Malati di Sla, nuova clamorosa protesta al ministero dell’Economia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29
Malato di Sla ( China Photos/Getty Images)
Malato di Sla ( China Photos/Getty Images)

Nuovo sit-in dei malati di Sla aderenti al Comitato 16 novembre, che si sono riuniti davanti al ministero dell’Economia per chiedere l’istituzione di un tavolo interministeriale per la redazione di un piano per la non autosufficienza e l’erogazione del fondo a loro spettante per le cure e l’assistenza domiciliare.

“Ci lasceremo morire, ci autorottameremo”, hanno annunciato i più gravi tra gli aderenti al comitato, aggiungendo: “Faremo lo sciopero della fame e della sete totale, 43 malati gravi, con tracheostomia, faranno lo sciopero da casa a partire dal giorno 6 maggio”. Ha spiegato Laura Flamigni, presidente del Comitato 16 novembre: “Da Berlusconi a Monti a Letta e adesso a Renzi siamo dovuti arrivare a proteste a dir poco drammatiche per essere ricevuti e ascoltati e per strappare con i denti di volta in volta stanziamenti che non bastano, prima 100 poi 275 poi 350 milioni, per i malati non autosufficienti”.

Intanto la moglie di Salvatore Usala, uno dei malati gravi in sciopero della fame e della sete, ha denunciato di essere stata avvicinata da due uomini, “credo che si trattasse di funzionari della Digos”, e ha raccontato: “Mi hanno fatto presente che la situazione era rischiosa. Ho risposto che stavo solo mettendo in atto le decisioni di Salvatore. E’ stato a quel punto che mi hanno fatto presente che avrebbero anche potuto arrestarmi per omissione di soccorso. Ho risposto che se mio marito non ci fosse stato più non mi sarebbe importato niente di niente”.

“Se mi mettete in prigione, almeno riesco a riposarmi”, ha risposto la donna, sostenendo che la stessa minaccia di arresto sarebbe stata rivolta alla figlia di un altro malato grave.

Redazione online