Anni di piombo, 36 anni fa moriva Aldo Moro

Il ritrovamento di Aldo Moro (Central Press/Getty Images)
Il ritrovamento di Aldo Moro (Central Press/Getty Images)

E’ contrassegnata da polemiche e nuove rivelazioni, avvenute nell’ultimo anno, la commemorazione del 36esimo anniversario del ritrovamento del corpo del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978 e nascosto cadavere nel portabagagli di una Renault 4 rossa in Via Caetani, a pochi passi da Via delle Botteghe Oscure, sede storica del Partito Comunista Italiano.

Appena un mese e mezzo fa, infatti, Enrico Rossi, ispettore di polizia in pensione, in un’intervista all’Ansa, ha parlato della presenza di due agenti dei servizi segreti in Via Fani, dove la scorta di Moro fu trucidata e il presidente Dc sequestrato, il 16 marzo 1978, dando inizio ai 55 giorni più oscuri della storia dell’Italia repubblicana. Si tratta, in realtà, di illazioni e dubbi non nuovi; il cinema italiano, attraverso due pellicole come ‘Il caso Moro’ di Giuseppe Ferrara e il più recente ‘Piazza delle cinque lune’ di Renzo Martinelli, ha infatti indagato a fondo su quanto avvenuto in via Fani e nei 55 giorni del sequestro e molta è la bibliografia su quei fatti.

Di “zone d’ombra” che non si possono tollerare ha parlato l’altro giorno Laura Boldrini partecipando alla Camera alla presentazione del libro “I tempi di Aldo Moro, quando la politica era una vocazione” di Luigi Ferlicchia. Ha spiegato la presidente della Camera: “La ricerca della verità è un fattore determinante per rendere sempre più forte e solida la nostra democrazia. Senza paure: ci potrebbero essere informazioni scomode, ma è un rischio che dobbiamo correre fino in fondo”.

Nel ricordare la figura del leader Dc, ha chiesto “parole chiare e autentica convinzione da parte di tutti sull’opportunità di tornare a lavorare intorno ai buchi neri del caso Moro” il vicepresidente dei deputati del Pd, Gero Grassi, promotore dell’istituzione di una nuova Commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Moro, spiegando: “Se vogliamo onorare la sua memoria dobbiamo ammettere a chiare lettere che non esiste una verità ufficiale sulla sua morte e che è nostra responsabilità insistere nella ricerca”.

Redazione online